Test atomici degli anni '50 ci confermano l'autenticità dei quadri

08.02.2014 19:47

La tela, acquistata all'inizio degli anni '70 da Peggy Guggenheim, è stata dipinta quattro anni dopo la morte dell'artista francese Fernand Léger. A scoprire la verità un gruggo di ricercatori dell'Infn.

 
Era stato attribuito al francese Fernand Léger, ma è un falso. Grazie a test atomici degli Anni '50 e a ricercatori italiani è stato possibile smascherare un falso artistico. La tela è stata acquistata all'inizio degli anni '70 dalla mecenate americana Peggy Guggenheim, ma gli studi hanno dimostrato che è stata dipinta quattro anni dopo la morte del pittore.
 
La scoperta, pubblicata su The European Physical Journal Plus, è dei ricercatori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), che hanno utilizzato la datazione al radiocarbonio basata sul cosiddetto 'bomb peak', l'aumento della concentrazione di radiocarbonio (C-14) nell'atmosfera dovuto ai test nucleari condotti nella guerra fredda e ridotti progressivamente dopo i trattati internazionali che li hanno messi al bando.
 
I test hanno fatto impennare il livello di radiocarbonio anche nelle piante, come quelle di cotone o lino utilizzate per le tele dei quadri. Con un acceleratore di particelle i fisici del Laboratorio per l'ambiente e i beni culturali (Labec) di Firenze e della sezione dell'Infn di Ferrara hanno misurato la quantità del radiocarbonio 'residuo' dei test nucleari in un frammento della tela non dipinta, prelevata dagli esperti del museo Guggenheim di Venezia dal quadro che si presumeva appartenere alla serie di Léger 'Contraste de Formes'. Per decenni si è dibattuta l'autenticità dell'opera, messa in dubbio per la prima volta dal critico Douglas Cooper.
 
Il quadro, che non è più stato esposto da quando la Fondazione Solomon R. Guggenheim ha assunto responsabilità per la collezione e mai pubblicato sui suoi cataloghi, non è quindi stato dipinto fra il 1913 e il 1914, ma nel 1959, cioè quattro anni dopo la morte di Léger, avvenuta nel 1955. "È la prima volta che una misura di radiocarbonio viene usata per scoprire un falso pittorico di arte contemporanea, sfruttando il confronto con le concentrazioni atmosferiche di quell'isotopo negli anni del bomb peak", ha detto il direttore della sezione Infn di Firenze, Pier Andrea Mandò. Soddisfatto il direttore della Collezione Peggy Guggenheim, Philip Rylands: "Dopo circa 40 anni di incertezze e dubbi sull'autenticità dell'opera, sono felice che grazie alle tecniche di ricerca sempre più avanzate, sia stata finalmente raggiunta oggi una certezza e sia stata resa giustizia all'intuizione di Douglas Cooper".

 Fonte:repubblica.it
 

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