Sgarbi, ambasciatore all'Expo 2015 a Milano. I Bronzi di Riace sono ostaggio della 'ndrangheta

30.07.2014 12:14

Il critico d'arte nominato ambasciatore della Regione Lombardia riapre la discussione sul trasferimento dei Guerrieri all'Expo 2015 in cambio di due Caravaggio. E nel suo ragionamento si spinge contro le istituzioni locali 

I Bronzi all'Expo di Milano. Il tira e molla sembrava chiuso. Invece ci ha pensato Vittorio Sgarbi a riaprire la partita, anche in malo modo. Nominato "ambasciatore" della Regione Lombardia per le belle arti, in vista dell'Expo 2015, il critico d'arte si è subito lanciato nel suo sogno: portare le statue dei Guerrieri a Milano. Ha già in mente la contropartita, ma ha avuto pronto anche uno dei suoi sermoni. Davanti alle perplessità che le statue possano essere fragili per un viaggio, Sgarbi ha risposto che sono solo «ostaggio della 'ndrangheta», ossia di quelle istituzioni locali che non vogliono separarsene.

Proprio così. L'immagine dei Bronzi tenuti ben saldi da una catena sorretta dagli 'ndranghetisti non si era ancora mai sentita né, tantomeno, vista. Ma il critico d'arte, ex sottosegretario di Stato, ne è convinto. Al punto da avere tirato fuori questo discorso durante una lunga conferenza stampa tenuta con il governatore lumbard Roberto Maroni.

L’ambizione più grande del duo Maroni-Sgarbi è di portare a Milano, nei sei mesi di Expo, qualcosa che viene da "fuori", ma che possano essere interpretati come un simbolo universale. E la scelta è caduta proprio sui Bronzi di Riace. Il governatore Maroni ha anticipato che ne parlerà mercoledì col ministro dei Beni culturali e turismo, Dario Franceschini. 

L'idea di Sgarbi è servita: spezzare le catene che tengono legati i Bronzi alla Calabria ed in cambio, secondo la sua teoria, si potrebbero dare a Reggio Calabria due Caravaggio del fondo gestito dal ministero dell’Interno. Scambio alla pari. Arte per arte.

Se la nomina del neo ambasciatore della Lombardia aveva l'obiettivo di catalizzare un pò di attenzione e smuovere le acque poco trasparenti che accompagnano la preparazione dell'Expo 2015, l'obiettivo sembra essere stato raggiunto. In oltre un'ora di intervento, il professore Sgarbi ne ha avuto per tutti. Attorno ai Bronzi di Riace Sgarbi ha disegnato la geografia della storia dell’arte italiana, spostando e sistemando opere e mostre. 

Con il suo linguaggio "colorito", Sgarbi ha aperto lo scenario a mille idee, pronte a dare vita ad un incontro tra l'arte e la più importante iniziativa mondiale della fieristica. Tralasciando, però, le idee che dei Bronzi ci sono in Calabria, terra a lui molto nota e con la quale ha sempre avuto fortissimi legami, anche politici. 

Alle parole di Sgarbi ha replicato il presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico: «L'affermazione, per come riportata da alcune agenzie di stampa nazionale del prof. Vittorio Sgarbi, neo ambasciatore Expo per le Belle Arti, secondo cui i Bronzi di Riace sono inamovibili da Reggio Calabria perché "ostaggio della ndrangheta", lascia sbigottiti e contraddice persino il ruolo di promotore delle Bellezze d’Italia che lo stesso critico d’arte dovrebbe perseguire, seppure a titolo gratuito, coerentemente al mandato conferitogli dal presidente Maroni».




fonte: ilquotidianoweb.it

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