Scoperto a Cremona il terzo mosaico dell’antica Bedriacum

17.06.2014 09:04
Il mosaico di  Calvatone (foto: Archivio UniMi)Il mosaico di Calvatone (foto: Archivio UniMi)
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Il ritrovamento dell’équipe di giovani archeologi dell’Università degli studi di Milano. È policromo e appartiene a un grande ambiente: «Rivoluzionata la mappa del sito»

Un mosaico - probabilmente - del terzo secolo dopo Cristo, a cinque colori: bianco, nero, rosa, viola e giallo. Al centro di questo tappeto di pietra, di cui si è conservato solo un lacerto, spicca una treccia elegante, che ricorda quella rinvenuta a piazza Sordello a Mantova, a inquadrare un motivo figurato. Un manufatto di gran pregio in un piccolo insediamento nel cuore della pianura padana. Sono i regali dell’archeologia. È questa infatti l’ultima scoperta del sito gioiello di Bedriacum, l’odierna Calvatone, nel Cremonese, vicus di età romana in Lombardia, dove l’Università degli studi di Milano, grazie ai fondi di Regione e Comune (più quelli dell’Università di Milano) scava da 28 anni. Si tratta del terzo mosaico che viene alla luce nello scavo, diretto dalla professoressa Maria Teresa Grassi, dopo oltre cinquant’anni dalla scoperta del Mosaico del Labirinto (oggi al Museo di Piadena) e a soli sei anni da quella del mosaico del Kantharos. «Si tratta di una porzione di pavimento di quello che sembra un grande ambiente, anche se per il momento non è possibile precisare se appartenga a una residenza privata», spiega Grassi, che è docente di archeologia delle province romane a Milano.

 

Un manufatto di gran pregio in un piccolo insediamento nel cuore della pianura padana

 

Un ritrovamento inatteso

Grassi ha ricordato che «fu il lungimirante soprintendente Mirabella Roberti, nel 1964, a suggerire alla Provincia l’acquisto di questa area, ricca di testimonianze archeologiche, dove venne trovata la lussuosa Domus del Labirinto. «Negli ultimi anni», ha ricordato Grassi, «abbiamo esteso la ricerca trovando ambienti artigianali e case del primo secolo dopo Cristo, nonché testimonianze di attività artigianali del secondo e terzo secolo. Quest’anno ho deciso di sottoporre a indagine un settore ancora ignoto. I miei allievi erano scontenti, avrebbero preferito continuare le ricerche avviate lo scorso anno. Ma tutti siamo stati ripagati da questo ritrovamento, che documenta l’esistenza di case successive alla Domus».

 

 

 

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Scoperto il terzo mosaico nell’antica Bedriacum

 

Una scoperta rivoluzionaria

E non è tutto. «Questa scoperta rivoluziona le precedenti idee sullo sviluppo urbanistico del vicus di Bedriacum», spiega Gioia Zenoni, 3o anni, archeologa, veterana dello scavo e responsabile del cantiere: «I mosaici ritrovati finora, tutti solo in bianco e nero, appartenevano a case della prima età imperiale (prima metà del I secolo d. C.). Questo, invece, è sicuramente posteriore, forse databile al III secolo d. C. , periodo per cui nel vicus non si hanno altre testimonianze di strutture di lusso, ma solo edifici destinati ad attività artigianali, commerciali e di servizio. Inoltre, data la collocazione e la grandezza dell’ambiente, potrebbe trattarsi non semplicemente di un edificio privato, ma addirittura di un edificio pubblico». Un’ipotesi ancora in attesa di conferma; il mosaico sarà presto sottoposto anche a un intervento di consolidamento, secondo le indicazioni della Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia.

 

Tacito: «Un villaggio a mezza strada fra Verona e Cremona, che due stragi romane hanno reso ormai famoso»

 

Calvatone nelle parole di Tacito

Bedriacum è un piccolo centro della Cisalpina romana fondato nella seconda metà del II secolo a. C. nel territorio della più antica colonia latina a nord del Po, Cremona, lungo l’asse della via Postumia presso un guado dell’Oglio e frequentato fino al V secolo d. C.: proprio grazie alla sua posizione strategica divenne un importante nodo stradale e fluviale dell’area medio padana, e quindi un vivace emporio commerciale. Bedriacum si ricorda anche per le battaglie del 69 d. C., l’anno dei quattro imperatori: qui infatti si affrontarono in scontri successivi dapprima Otone contro Vitellio, quindi Vitellio contro le truppe di Vespasiano. Per il grande storico di età imperiale Tacito è «un villaggio a mezza strada fra Verona e Cremona, che due stragi romane hanno reso ormai malauguratamente famoso».

 

A scuola di archeologia

Lo scavo di Calvatone, oggetto delle campagne dell’Università degli studi di Milano, che ogni anno, per circa un mese, sbarca nel Cremonese con un nutrito team di professionisti e di archeologi in erba per portare avanti le ricerche, non è solo una tappa nella formazione degli studenti, ma nel tempo è diventato un centro di divulgazione, tra cui spicca la didattica per le scuole del territorio. Tra le varie attività, è stata creata una collana di manga per raccontare l’archeologia ai bambini e un aggiornatissimo sito.

 

Realizzato da: 

 

Francesca Gambarini

Fonte: corriere.it

 

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