Restauro: L'opera di Botticini torna ad occupare il suo posto nel Museo della Collegiata di Empoli.

20.12.2015 10:53

Dopo essere stata sottoposta a un attento restauro, è tornata a occupare il suo posto nel Museo della Collegiata di Empoli, la preziosa tavola con l’Angelo Annunziante e la Vergine Annunziata di Francesco Botticini (circa 1480). Il dipinto presentava preoccupanti sollevamenti degli strati pittorici, che ne minavano la conservazione e di cui non erano chiare le cause. Il lavoro, dietro supervisione della Soprintendenza fiorentina, è stato svolto dalla ditta Studio 4 di Firenze, per l’ammontare di € 5.319,20 e si è conclusa in anticipo, rispetto ai tre mesi previsti per ultimare i lavori. L’opera era stata staccata dalla sua collocazione originaria lo scorso 6 ottobre. A distanza di poco più di due mesi ieri mattina, venerdì 18 dicembre, è ‘tornata a casa’ nella stanza dei Botticini. VERSO IL GIAPPONE - Va ricordato che questa operazione è frutto di uno scambio tra il Museo della Collegiata e gli organizzatori della mostra ‘Botticelli e il suo tempo’ che si terrà al Metropolitan Museum di Tokyo, dal 16 gennaio al 13 aprile 2016.  L’amministrazione comunale, insieme al proposto di Empoli Don Guido Engels e Cristina Gnoni, funzionaria responsabile per il nostro territorio della Soprintendenza fiorentina, hanno infatti concesso per quella esposizione il prestito della piccola tavola raffigurante la Madonna con bambino e i santi Michele, Bartolomeo e Alberto, opera giovanile di Fra Filippo Lippi del 1430. A fronte di tale concessione si è potuto procedere al restauro della tavola di Francesco Botticini, operazione dunque finanziata dagli organizzatori dell mostra in Giappone. La tavola del Lippi partirà alla volta di Tokyo il prossimo 29 dicembre. IL RESTAURO -  L’intervento conservativo ha dimostrato che i sollevamenti degli strati pittorici erano dovuti al supporto, già restaurato negli anni Sessanta, quando le traverse originali furono sostituite e bloccate da farfalle a collegamento delle commettiture. Questo si era reso necessario per sopperire ai movimenti del supporto ligneo, peraltro ancora in atto in occasione dell’attuale intervento. Il restauro odierno ha teso a eliminare le costrizioni sul supporto che era la causa dei sollevamenti pittorici, che si è provveduto a consolidare. 

Fonte: gonews.it

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