Restauro: Tornano i colori del Rinascimento nelle stanze di Raffaello

07.12.2014 22:25

L'intervento sulla celebre Sala di Costantino. Paolucci: "Liberiamo gli affreschi dalla patina scura"

Un restauro che "svelerà, come mai prima d'ora, la portata universale dell'eredità di Raffaello che, morendo lasciò al mondo una scuola, quella di Giulio Romano e Polidoro da Caravaggio, che per secoli avrebbe fecondato la storia della pittura in Italia e in Europa". Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, alza il sipario sull'imminente intervento sulla Sala di Costantino, il tassello finale di un'impresa di restauro durata anni.
L'ultima delle quattro Stanze di Raffaello  -  affrescata fino al 1524 sulla base dei disegni del maestro, scomparso prematuramente nel 1520 prima della fine dei lavori  -  chiuderà la straordinaria parabola mostrata dagli interventi degli anni scorsi sulle tre stanze precedenti, che aveva svelato l'evoluzione tecnica e cromatica della pittura del genio del Rinascimento, dal 1508 (data d'inizio dei lavori nella Stanza della Segnatura) al 1514 (quando finì l'opera nella Stanza di Eliodoro). 

Mentre nella Sala di Costantino gli operai e i tecnici lavorano al montaggio dei ponteggi per il restauro che prenderà il via a febbraio 2015 e proseguirà per ben otto anni, Paolucci racconta: "Quando vedrete la Battaglia di Costantino contro Massenzio liberata dalla patina scura che oggi la vela, capirete che siamo alle vette della pittura. Che solo Rubens raggiungerà un secolo dopo". Qui, siamo "nella stanza delle cerimonie degli appartamenti di Papa Giulio II della Rovere. Dove gli affreschi  -  dalla Visione della Croce alla Battaglia di Ponte Milvio, fino al Battesimo di Costantino e alla Donazione di Roma  -  sono la celebrazione dei successi politici della Chiesa di Roma, della disfatta del paganesimo e del trionfo della religione cristiana".

Il restauro, diretto da Paolucci e da Arnold Nesselrath, interesserà tutte le superfici dipinte: si partirà dalla parete est con la Visione della Croce, per proseguire poi con le altre scene, ma anche con interventi sulla volta e il riquadro centrale. L'intervento vero e proprio  -  con il consolidamento degli intonaci e della pellicola pittorica e la pulitura a laser realizzata da un team di sette restauratori provenienti da tutta Italia diretti da Fabio Piacentini  -  sarà preceduto dallo studio ambientale della Sala, curato dall'Ufficio

 

 del Conservatore guidato da Vittoria Cimino, e dalle indagini diagnostiche del laboratorio guidato da Ulderico Santamaria. 
A finanziare il tutto, con 5 milioni di euro, i "Patrons of the Arts", l'associazione internazionale di mecenati per i Musei Vaticani che ha già finanziato, fra gli altri, i restauri degli affreschi di Michelangelo Buonarroti nella Cappella Paolina, e quelli ancora in corso della Scala Santa e della Sala delle Carte Geografiche.

 

Fonte: roma.repubblica 

Cerca nel sito