Restauro: concluso l'intervento dell'Iscr sul Bamodoizu, capolavoro del 600 giapponese

19.05.2014 15:51

  Otto metri di carta di riso, disseminati dalle più svariate raffigurazioni di cavalli, immortalati in varie tipologie e colorazioni di manto dal pittore giapponese Kano Sansetsu (1590-1651): è lo straordinario rotolo chiamato 'Bamodoizu', custodito al Museo Stibbert di Firenze, che un intervento di restauro compiuto dall'Iscr (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro) ha di recente permesso di recuperare e indagare. L'opera sarà eccezionalmente esposta il 21 maggio nella sede romana dell'Istituto in occasione della presentazione del volume 'Il Rotolo giapponese Bamodoizu. Studio e restauro', curato da Daila Radeglia e Maria Vera Quattrini (e pubblicato da Gangemi).
    L'intervento sul rotolo rappresenta un'assoluta novità, una sorta di progetto pilota che per la prima volta ha applicato a un capolavoro dell'arte antica dell'estremo oriente i metodi e i materiali della tradizione brandiana, cuore dell'eccellenza italiana del restauro. I principi della teoria di Cesare Brandi, sulla quale si basa la metodologia dell'Iscr, pone tra gli obiettivi principali quello di intervenire senza commettere un falso artistico o un falso storico e senza cancellare le tracce del passaggio del tempo sull'opera d'arte. Manufatti come il bellissimo rotolo orizzontale dipinto, presentano però imprescindibili esigenze conservative proprie di questo tipo di oggetti. I rotoli giapponesi orizzontali su carta, come il 'Bamodoizu', sono infatti abitualmente foderati con vari strati di carta incollati tra di loro e quindi montati con elementi in altri materiali (seta, legno, e talvolta avorio, lacca, metallo), tali da costituire un insieme inscindibile con il dipinto vero e proprio. Nel corso del tempo, questi oggetti sono stati sottoposti a interventi di manutenzione conservativa, con la sostituzione delle parti maggiormente deteriorate o usurate.
    Proprio in virtù delle metodiche tecnico-scientifiche applicate dall'Istituto superiore del restauro e dell'accuratissima fase di studio e analisi, è stato possibile operare nel massimo rispetto per la natura e struttura di questo capolavoro nipponico del XVII secolo.

 

 

 

Fonte: ANSA

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