Patrimonio Culturale Immateriale: Castroregio (CS). Realtà storica e contemporanea di una comunità Arbëreshë

16.02.2014 15:05

KASTËRNEXHI KATUNDI ARBЁRESH

(CASTROREGIO PAESE DI ORIGINE ALBANESE)

 

 

Cosa vi fa venire in mente la parola beni culturali?

Da sempre quando si parla di beni culturali, si pensa sempre ai beni materiali come quadri, castelli, torri, oggetti ecc., dimenticando spesso la presenza nel nostro territorio di beni  entno -antropologici .

 

Cosa sono i beni etno-antropologici?

I Beni etno-antropologici, sono beni di pertinenza delle arti e tradizioni popolari e della cultura materiale, in stretta connessione con il contesto di provenienza.

 

Nell’ Articolo 2 del codice dei beni culturali possiamo vedere come tali beni sono tutelati anche in legislatura:

  1. Il patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici.
  2. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etno-antropologico,………

 

In Italia sono molte le etnie presenti che ancora oggi conservano lingua, usi e costumi.

 

 

Nel sud del’Italia e in particolare in Calabria, sono numerose le etnie di origine albanese, paesi chiamati arbëreshë (sotto vi è l’elenco completo dei paesi arbëresh in Calabria)

 

   PROVINCIA DI  COSENZA
1 Acquaformosa Formòza
2 Castroregio Kastërnèxhi
3 Cavallerizzo Kalvarìci
5 Cerzeto Qàna
6 Civita Çifti
7 Eianina Ejanìna
8 Falconara Albanese Fallkunàra
9 Farneta Farnèta
10 Firmo Fèrma
11 Frascineto Frasnìti
12 Ioggi Jòxhi
13 Lungro Ungra
14 Macchia Albanese Màqi
15 Marri Màrri
16 Plataci Pllàtani
17 San Basile Shën Vasìlj
18 San Benedetto Ullano Shën Bendìti
19 Santa Caterina Albanese Picëlìa
20 San Cosmo Albanese  Strigari
21 San Demetrio Corone Shën Mìtri
22 San Giacomo di Cerzeto Shën Jàpku
23 San Giorgio Albanese Mbuzàti
24 San Martino di Finita Shën Mertìri
25 Santa Sofia d'Epiro Shën Sofia
26 Spezzano Albanese Spixàna
27 Vaccarizzo Albanese Valkarìc

 

PROVINCIA DI CATANZARO
28 Amato Amàti
29 Andali Andalli
30 Caraffa di Catanzaro Caràfa
32 Marcedùsa Marçëdhùza
35 Vena di Maida Vìna

 

PROVINCIA DI CROTONE

31 Carfizzi  Karfici
33 Pallagorio Puhërìu
34 San Nicola dell'Alto Shën Kolli

 

 

CASTROREGIO

 

Castroregio (Kastërnexhi) è un  piccolo paesino di origine arbëresh  in provincia di Cosenza (a 121km), con una popolazione di 480 abitanti, appollaiato a 819 m s.l.m. su un cocuzzolo tra il fiume Straface e il fiume Ferro.

Foto di: Stefano Russo

 

La sua storia ancora oggi non è molto chiara, tutti fanno risalire la sua fondazione con l’arrivo degli albanesi in Italia, verso la fine del XVsec., in realtà vi sono documenti che provano l’esistenza di Castroregio ancor prima del loro arrivo.

Da alcuni atti notarili si puó dedurre che i confini descritti corrispondono quasi agli attuali confini del comune di Castroregio. Gia’ in epoca normanna quindi esisteva un piccolo monastero e nel suo territorio un villaggio.   Uno di questi atti del 12 gennaio 1015, parla di un monastero di S. Anania e di un kastron, cioe’ un villaggio fortificato, che dai confini si puo’ localizzare nell’ambito dello stesso territorio. Alla fine della dominazione normanna, l’antico <>, venne fortificato e, passato sotto  l’amministrazione centrale, acquistando anche la denominazione  di<>. Quindi, Castroregio non fu’ una denominazione imposta dagli albanesi. Dopo la morte di Giorgio Kastriota Skanderberg del 1467,capo degli albanesi e colui che riusci’ a sconfiggere piu’ volte i turchi, l’albania fu ben presto quasi tutta invasa dai turchi.

Cosi, molte famiglie abbandonarono ogni cosa preferendo imbarcarsi per l’Italia, dando prova di orgoglio e dignita’ nazionale, pur di non cedere ai turchi. Circa nel 1476-78 il re di Oriolo autorizzo’ l’edificazione di un casale di albanesi,il casale in questione e’ Castroregio. Dopo tante peripezie, finalmente poterono fermarsi in un luogo a costruire le loro case.

Gli albanesi inizialmente, non comunicavano con i paesi vicini, producevano da sé tutto ciò di cui avevano bisogno. Nel passare degli anni gli albanesi, ormai divenuti arbëreshë hanno rotto il muro di diffidenza verso gli altri paesi.

 

CASTROREGIO OGGI

 Arrivando nei pressi del paese oggi si ha l’impressione di entrare in un posto incantato, simile al presepe che tutti siamo abituati a costruire durante il Natale, è impossibile non essere colpiti dell’accoglienza che i cittadini riservano agli iltire(stranieri, turisti),chiunque visiti e sosti nel paese, viene coinvolto nella vita comunitaria sentendosi  anche lui një paesan(un paesano) e lascia katundi(il paese) con amarezza ma, con la promessa di ritornare.

Foto di:Stefano Russo

 

Per la strade del paese si respira lo spirito delle gjtonie(vicinato), i vicini sono parte della famiglia con cui si condivide ogni cosa, inoltre, si possono leggere i nomi arbëreshë delle strade e dei vari quartieri scritti sui muri o sui cartelli. In particolare, i quartieri sono: Tufet, klisha,lëmthi, brinja, Shën Rokthi e Kriqja.

Durante le festività e in particolare in giorni speciali, come quello del matrimonio, sembra di tornare indietro nel tempo. Ancora oggi, come da tradizione il matrimonio viene celebrato secondo il rito greco-bizantino e, alcune donne del paese vengono scelte dagli sposi,  per indossare il tipico vestito arbëreshë.

 

Foto di: Bruno Armentano

 

Nel giorno delle nozze, vengono ripetuti tutti i passi e gli usi della loro tradizione. In quel giorno tutto il paese è in festa per nussia e dëndri, per la sposa e lo sposo.

Come tutti i paesi della Calabria, tante sono le persone del paese che sono state costrette per motivi di lavoro o studio ad abbandonare la propria terra.

Nel mese di agosto nessuno però, rinuncia all’appuntamento più atteso, la festa della Madonna della Neve(Shën Mërie ë Bores) e di San Rocco (Shën Rokhti).

 

Il 18 agosto la festa si svolge ka mali(nel bosco), la Madonna nel pomeriggio, con una processione di fedeli e devoti, ritorna ka katundi(nel paese) per poi essere riportata nella Cappella del bosco durante la festa di maggio, sempre a lei dedicata.

Il 19 agosto invece, viene festeggiato San Rocco, il Santo che salvò Castroregio dalla peste.

Tutte e due le sere, la festa si svolge ka qaca Skanderbekut (nella piazza dedicata a Scanderbek) ed è li che tutti i paesani si divertono a ballare, la danza che fa parte della loro cultura, la tarantella.

I loro cuori e il sangue, pulsano a ritmo della musica prodotta da fisarmonica, tamburelli e strumenti tipici , anche gli iltire, si trovano nel cerchio di ballo, anche per loro è impossibile non essere travolti da tale ritmo.

Insomma Castroregio è una piccola realtà che sicuramente fa fatica a restare in piedi, ma nonostante questo non rinuncia a sopravvivere e a tramandare quelle tradizioni che tanto emozionano e che tanto danno la sensazione che il tempo non sia mai passato.

Tali emozioni leggendo queste parole, possono solo essere sfiorate, l’unico modo per poterle provare è visitare Castroregio.

Questo piccolo articolo, scritto per gli amici di Cultural Diagnostic, ha lo scopo di cogliere proprio lo spirito della campagna da loro lanciata “cultura nascosta”, far conoscere una piccola realtà come quella di Castroregio, spesso del tutto sconosciuta eppure cosi conservativa.

Ringrazio gli amici che mi hanno permesso di utilizzare le proprie foto.

Si vuole terminare con l’augurio che gli abitanti del paese si cambiano nel momento del saluto: ezni me shëndet, andate con salute, perché si sa è indispensabile perché la vita di ognuno di noi continui.

 

di: Nicoletta Pittelli

 

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