Musei: sono stranieri 7 dei 20 nuovi direttori dei musei italiani. Un tedesco agli Uffizi.

19.08.2015 11:24

Musei, si volta pagina. Si è conclusa infatti la procedura di selezione internazionale per i direttori dei 20 principali musei italiani prevista dalla riforma Franceschini. L'età media dei vincitori è di 50 anni. Su 20, 10 sono uomini e 10 sono donne. Gli stranieri, tutti cittadini Ue, sono sette (3 tedeschi, 2 austriaci, 1 britannico e 1 francese), gli italiani che tornano dall'estero sono 4 (Bagnoli, Gennari Santori e D'Agostino che rientrano dagli Stati Uniti e Degl'Innocenti dalla Francia). Quanto alle professioni, 14 sono storici dell'arte, quattro archeologi, un museologo/manager culturale e un manager culturale. Nominata anche un'interna del ministero. "Davvero con queste 20 nomine di così grande levatura scientifica internazionale il sistema museale italiano volta pagina e recupera un ritardo di decenni", afferma il ministro Dario Franceschini.

I sette direttori stranieri sono Eike Schmidt alle Gallerie degli Uffizi, Sylvain Bellenger al Museo di Capodimonte, James Bradburne alla Pinacoteca di Brera, Cecilie Hollberg alla Galleria dell'Accademia di Firenze, Peter Aufreiter alla Galleria Nazionale delle Marche, Gabriel Zuchtriegel al Parco archeologico di Paestum e Peter Assmann al palazzo Ducale di Mantova.

I direttori italiani che rientrano dall'estero saranno alla guida della Galleria Estense di Modena, Martina Bagnoli, delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, Flaminia Gennari Santori, del Museo Nazionale del Bargello, Paola D'Agostino, del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Eva Degl'Innocenti.

Gli altri direttori sono: Anna Coliva alla Galleria Borghese, Cristiana Collu alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, Paola Marini alle Gallerie dell'Accademia di Venezia, Mauro Felicori alla Reggia di Caserta, Marco Pierini alla Galleria Nazionale dell'Umbria, Paolo Giulierini al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Carmelo Malacrino al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Serena Bertolucci al Palazzo Reale di Genova ed Enrica Pagella al Polo Reale di Torino.

Nell'annunciare le nomine, con tweet, Franceschini ha sottolineato come la Commissione presieduta da Paolo Baratta "ha fatto un grande lavoro ed ha offerto al Direttore Generale dei Musei del Mibact, Ugo Soragni, e a me la possibilità di scegliere in terne di assoluto valore. I nuovi direttori sono italiani, stranieri e italiani che tornano nel nostro Paese dopo esperienze di direzione all'estero".

Secondo le procedure previste dalle norme all'interno delle terne indicate dalla Commissione per ciascun museo, il Ministro ha scelto i direttori dei 7 musei di I fascia, mentre il Direttore Generale Musei Ugo Soragni ha scelto i Direttori dei 13 musei di II fascia.

"Negli incontri che ho avuto nei mesi scorsi con i direttori dei più grandi musei del mondo e con molti colleghi ministri della Cultura - prosegue Franceschini - ho riscontrato grande apprezzamento per la procedura di selezione internazionale avviata contestualmente per i nostri più grandi musei statali".

"Un passo storico per l'Italia e i suoi musei che - aggiunge Franceschini - colma anni di ritardi, che completa il percorso di riforma del ministero e che pone le basi per una modernizzazione del nostro sistema museale. I risultati di questo anno di nuove politiche di apertura dei musei italiani e l'investimento sulla valorizzazione dimostrano che grande contributo si può dare alla crescita del Paese con scelte coraggiose sia per una migliore tutela del patrimonio che per una sua valorizzazione, per la cittadinanza e i turisti di tutto il mondo".

Della commissione presieduta da Baratta hanno fatto parte Lorenzo Casini (professore di diritto amministrativo dell'Università di Roma 'La Sapienza' ed esperto di legislazione per il patrimonio culturale), Claudia Ferrazzi (segretario generale dell'Accademia di Francia-Villa Medici di Roma, già vice amministratore generale del Louvre), Luca Giuliani (professore di archeologia classica e Rettore del Wissenschaftskolleg di Berlino) e Nicholas Penny (storico dell'arte, direttore della National Gallery di Londra).

Baratta: nessun raccomandato o 'manager' - Nessun raccomandato e nessun 'manager', solo persone che sanno fare il loro lavoro, messe di fronte a un ruolo che è 'in fieri'. Si può riassumere così l'identikit collettivo dei 20 neo nominati direttori dei principali musei italiani secondo chi li ha selezionati. Il 'selezionatore' è Paolo Baratta, economista, più volte ministro, attualmente Presidente della Biennale di Venezia al secondo mandato consecutivo, che ha presieduto la commissione, "composta da persone preparatissime", sottolinea.

"Non ho ricevuto neanche una raccomandazione, durante la selezione mi è arrivata una, ripeto, una sola telefonata sulla materia, ma era 'neutrale', di curiosità più che di interessamento" racconta Baratta, conversando con l'AdnKronos, e per questa assenza di raccomandazioni si mostra quasi divertito: "Non so perché, ma c'è stato davvero un grande ritegno, non ho registrato pressioni", dice sorridendo e poi sottolinea che l'impegno richiesto ai neo nominati sarà forte perché "il mestiere di direttore di museo, in questo caso, sarà qualcosa 'in fieri'".

"Non dovranno solo 'guidare' una macchina che c'è già, dovranno concorrere a realizzare le nuove istituzioni museali - sottolinea Baratta - a crearne l'identità organizzativa, economica e amministrativa". Un ruolo da manager? "Per carità! non parliamo di manager, non c'entra nulla! Qui si tratta di persone capaci di gestire un museo, che abbiano una vera esperienza di vita museale, e contemporaneamente di cambiare un museo, se serve, di fare fatturato ma soprattutto di conquistare autonomia culturale e scientifica per le loro istituzioni", conclude Baratta.

Strali contro Franceschini invece da Vittorio Sgarbi, che boccia in pieno la procedura adottata per le nomine ai vertici dei musei italiani. ''Voglio dire a Franceschini che la sua risposta e' completamente senza senso. E' la prima volta che lo attacco. Come ha sbagliato nel fare questo concorso, cosi ha sbagliato anche la risposta'', dichiara il critico d'arte. ''Franceschini - aggiunge Sgarbi - ha mortificato il suo esercito di bravissimi italiani, e si e' contraddetto piu' volte. Peraltro fino ad oggi gli ho dato ragione. Sarebbe come se nella 'querelle' Robledo-Bruti Liberati, il ministero della Giustizia anziche' nominare il sostituto a Milano avesse indetto un concorso aperto a magistrati tedeschi francesi o inglesi. Mi spiegate il senso?"

 

 

 

 

 

fonte: adnkronos

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