Mostre: La fabbrica della Sapienza. L'Università al tempo di Borromini - evento della mostra Barocco a Roma: la meraviglia delle arti

03.05.2015 11:40

La mostra 'Barocco a Roma. La meraviglia delle arti', in corso presso la Fondazione Roma Museo-Palazzo Cipolla, si arricchisce da oggi di una speciale occasione di approfondimento: la mostra 'La fabbrica della Sapienza. L’università al tempo di Borromini' (30 aprile-26 luglio), allestita presso la prestigiosa Biblioteca Alessandrina dell’Archivio di Stato di Roma, nel complesso della Sapienza, capolavoro indiscusso di uno dei grandi protagonisti del Barocco Romano, Francesco Borromini.

L’esposizione appena inaugurata intende offrire al pubblico, oltre alla visita in un luogo raramente accessibile, un percorso centrato su ddocumenti originali, manoscritti e iconografici, di grande valore estetico e culturale, esposti per la prima volta. La mostra a cura di Orietta Verdi con il coordinamento organizzativo di Carla Cerati, è promossa e organizzata dall’Archivio di Stato di Roma ed è realizzata con il sostegno della Fondazione Roma-Arte-Musei nell’ambito dell’esposizione 'Barocco a Roma'. Il restauro dei documenti esposti è stato sostenuto con il contributo del Mibac-Direzione Generale per gli Archivi.

L'allestimento è parte integrante del tour tematico dal titolo 'La Sapienza di Borromini' organizzato dalla Fondazione Roma-Arte-Musei, uno dei numerosi eventi satellite della rassegna 'Barocco a Roma', centro propulsore di una serie di iniziative realizzate con la partecipazione di istituzioni pubbliche, private ed ecclesiastiche per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico ed architettonico barocco del territorio.

Il tour va alla scoperta di uno dei luoghi più eccentrici e allo stesso tempo più originali del Barocco: il Complesso di Sant’Ivo alla Sapienza, che fu sede dell’ateneo romano fino al 1936, con la sua chiesa, concepita come cappella universitaria, e la prestigiosa Biblioteca Alessandrina.

Ai disegni a sanguigna e a lapis di Borromini, alle testimonianze di momenti salienti della sua vita e della sua opera nel cantiere della Sapienza, fanno da contrappunto le preziose pergamene miniate dei Ruoli dei Lettori (elenchi di professori e materie), i frontespizi allegorici delle tesi di laurea dei personaggi più illustri della cultura romana del Seicento, discusse alla Sapienza durante cerimonie di grande fasto e risonanza.

E, ancora, i disegni dell’Orto Botanico e del Teatro di Anatomia istituiti presso le facoltà di botanica e di medicina, che raccontano lo svolgersi della vita accademica nello Studium Urbis, l’antica università romana, la cui espansione architettonica fu voluta e finanziata da Alessandro VII, un papa di grande spessore culturale.

Per l’occasione, l’Archivio di Stato di Roma apre le porte di uno degli ambienti più esclusivi e meno conosciuti della Città Eterna: l’antica Biblioteca Alessandrina, ovvero il cuore pulsante del sapere nel complesso universitario di Sant’Ivo, dedicata a papa Alessandro VII Chigi.

Da poco salito al soglio pontificio, il papa si fece carico di accogliere la proposta di Borromini e finanziò la costruzione del braccio della biblioteca, il cui progetto fu affidato all’architetto ticinese: la grande passione da bibliofilo del pontefice fu inoltre alla base della decisione di dotare lo Studium Urbis di una biblioteca pubblica che fu collocata in una grande aula al primo piano, in modo da essere "al pari del salone nel quale si fanno i dottori e sarebbe riuscita una delle più celebri d'Europa". Nel 1665 la Libraria dello Studio entrò in funzione.

Gli arredi lignei, progettati da Borromini, riprendono la scansione ternaria già adottata nella chiesa e nella stessa biblioteca, la cui volta fu decorata da Clemente Maioli del 1662-1665 con il 'Trionfo della Religione'. Borromini, per facilitare le squadre di falegnami ingaggiati per l’esecuzione delle scansie lignee, disegnò sul muro in scala naturale il modulo degli scaffali, rinvenuto sulla parete negli anni Trenta del Novecento.

La mostra si snoda in sei sezioni, partendo dai momenti salienti della biografia di Borromini fino alla cronaca dei suoi ultimi giorni di vita. Si racconta il percorso costruttivo del Complesso della Sapienza documentato da preziosi disegni ed incisioni, da relazioni ed autografi che permettono al visitatore di 'incontrare' l'Architetto della Sapienza nel pieno delle sue funzioni di ideatore ed interprete del pensiero di Papa Alessandro VII e di direttore dei lavori, attento e consapevole.

Al centro del racconto sta ovviamente la Chiesa di S. Ivo. Quando Borromini prese matita e compasso per disegnarla si trovò davanti a due difficoltà: uno spazio irregolare, stretto tra il cortile e il palazzo, e l’assenza di luce diretta per i primi 20 metri in altezza della costruzione.

La soluzione geniale giunse nell’incastrare due figure geometriche, i triangoli equilateri, che formando una stella a sei punte riempiono il sito: una forma plastica cui l’architetto sottrae e aggiunge spazi circolari secondo un rigoroso schema logico. Su questa pianta di forma mistilinea si innestano le mura che svettano a raggiungere la luce oltre il secondo piano del palazzo e la cupola, sormontata dalla lanterna a spirale, slanciata ad altezza vertiginosa verso il cielo. "Il valore dell’architetto nasce dalle difficoltà", scriveva Borromini, nella consapevolezza che ciò che agli altri era impossibile a lui diventava possibile: come dire, il genio!

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: adnkronos

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