Siria: l'esercito espugna il castello medioevale crociato Krak dei Cavalieri dove i ribelli erano asserragliati

21.03.2014 19:16

Le forze lealiste siriane hanno ottenuto oggi una nuova importante vittoria espugnando il castello medievale crociato di Krak des Chevaliers, a ridosso del confine con il Libano, dove i ribelli erano asserragliati da circa due anni. Le truppe del presidente Bashar al Assad hanno così fatto un altro passo avanti nella loro strategia di sigillare la frontiera dalla quale passavano fino ad ora armi e miliziani diretti ai rivoltosi. La caduta del castello, costruito dall'ordine dei Cavalieri Ospitalieri tra il XII e il XIII secolo, e' avvenuta dopo che, ieri, le truppe fedeli al presidente Bashar al Assad si erano impossessate della vicina cittadina di Al Hosn. Il controllo di questa localita', a nord del Libano, permette ai governativi di garantire la sicurezza dell'autostrada che da Homs porta verso la regione costiera mediterranea di Latakia e Tartus, bastioni del regime.

Domenica invece la caduta della citta' di Yabrud, a est del confine, aveva segnato la quasi totale riconquista della regione del Qalamun, che sovrasta l'autostrada tra Damasco e la stessa Homs. La televisione privata libanese Al Mayadeen, vicina al regime siriano, ha trasmesso oggi le immagini di alcuni soldati che issavano la bandiera siriana su una torre del castello, che appariva intatto. Secondo notizie non confermate, le forze del regime sarebbero entrate nella fortezza dopo un accordo che ha portato all'uscita dei ribelli che vi erano asserragliati, per evitare di danneggiare l'antica struttura. Al Mayadeen ha detto che 300 miliziani dell'opposizione si sono ritirati dal castello e decine di feriti sono stati trasportati verso la regione libanese di Wadi Khaled, oltre il confine. I combattimenti sono tuttavia continuati a ridosso della frontiera, in particolare al valico di Bqayaa, da dove centinaia di ribelli siriani starebbero cercando di entrare in Libano. Con loro ci sarebbero anche molti civili in fuga dai combattimenti. Diverse località libanesi lungo il confine sono state nuovamente colpite durante gli scontri. Alcuni proiettili di mortaio sono caduti stamane sul villaggio di Khat al-Petrol, provocando un numero imprecisato di feriti e danneggiando alcune case, secondo l'agenzia libanese Nna. Intanto elicotteri siriani erano tornati a colpire l'area sunnita di Arsal, solidale con la rivolta, considerata una base arretrata dei ribelli in fuga da Yabrud. Il governo siriano si e' intanto rivolto all'Onu chiedendo di fermare quelle che ha definito le "insolenti violazioni" da parte di Israele degli accordi per il cessate il fuoco sulle Alture del Golan e "il sostegno diretto a gruppi terroristi armati". La protesta fa seguito a raid aerei compiuti da Israele nella notte tra martedì e mercoledì, che secondo Damasco hanno provocato un morto e sette feriti. Gli israeliani hanno affermato che l'azione è stata decisa in risposta al ferimento, il giorno prima, di quattro soldati israeliani provocato dallo scoppio di un ordigno posto sul confine.

 

 

Fonte: ANSAmed

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