LA CATTEDRALE DI LAMEZIA TERME (CZ) Protocollo di Diagnosi: il connubio tra le tecniche 2D per la mappatura del degrado e la ricostruzione 3D dei particolari architettonici del complesso.

24.10.2013 15:23

 III Conference “Diagnosis, Conservation and Valorization of Cultural Heritage” 12/13/14 December 2012

 

LA CATTEDRALE DI LAMEZIA TERME (CZ)

Protocollo di Diagnosi: il connubio tra le tecniche 2D per la mappatura del degrado e la ricostruzione 3D dei particolari architettonici del complesso

Prof.ssa Arch. Caterina Gattuso*, Dott.ssa Villella Felicia**
* Architetto/Professoressa, Dipartimento di Scienze della Terra – Unical, Via Ponte Bucci – Cubo12B, Tel. 0984.493579, caterina.gattuso@unical.it;
** Cell. 388/1848424, licia.villella@tiscali.it.

 

Abstract

Nel settore dei beni culturali tutto l’iter conoscitivo preliminare a qualsiasi intervento rappresenta una condizione imprescindibile per garantire non solo il minor danno, ma per orientare al migliore intervento. La complessità della disciplina ha spesso portato ad attingere competenze e linguaggi provenienti da altri settori di ricerca. Nello specifico molti sono i termini mutuati dal mondo della medicina intendendo il monumento come un paziente che dovrebbe prima di tutto essere curato, tutelato e valorizzato. Nell’epoca del digitale e dei sistemi informatizzati, appare ancora più necessaria l’acquisizione di linguaggi che rendano più evidenti le metodiche di indagine. Si tratta quindi di costruire una cartella clinica digitale all’interno della quale sviluppare la diagnosi, termine che trova la sua assoluta accezione nel campo medico, indicando una preventiva investigazione sullo stato di salute del paziente. Strutture di indagini informatizzate permettono inoltre di evidenziare peculiarità trasversali che possono coinvolgere simultaneamente più monumenti e quindi di aumentare il controllo e la gestione della complessità della conoscenza. Se si considera che un bene, materiale o immateriale che sia, celi un trascorso storico e quindi anamnestico e se si esaminano le situazioni al contorno dello stesso, finalizzando il tutto ad un adeguato adempimento di un eventuale intervento, si capisce che nel settore dei beni culturali è necessario eseguire un corretto protocollo di diagnosi perché si possa recuperare l’opera riducendo al minimo l’invadenza delle operazioni. In conformità a quanto detto, l’elaborato si propone di configurare una cartella clinica digitale contenente un percorso di diagnosi rappresentativo con riferimento alla Cattedrale seicentesca dei SS. Pietro e Paolo di Lamezia Terme in territorio catanzarese. Il lavoro si articola per “moduli”, dai campi definiti, ma dalla conformazione amichevole, con lo scopo di delineare preliminarmente i contorni storico-architettonici del monumento contestualizzandolo nel complesso urbano e ambientale. Si procede esplodendo le fasi di diagnosi, puntando l’attenzione sulla ricostruzione tridimensionale dei particolari architettonici del complesso e sullo stato di conservazione dell’edificio, mappando l’esterno dello stesso e ricercando gli effetti del degrado che hanno segnato i prospetti. La mappatura del degrado permette di quantificare l’intervento ritenuto necessario da eseguire, offrendosi come indispensabile strumento di valutazione durante la fase di progettazione dell’operazione.

 

Introduzione

I beni culturali, per la loro complessità, necessitano di un’accurata considerazione analitica per garantirne la fruizione alle generazioni future preservando il loro stato di fatto e bloccando il loro inevitabile e progressivo deterioramento, irreversibile e direttamente proporzionale alla variabile tempo. Scopo, dunque, per un adeguato approccio al bene, è quello di assicurare procedure di analisi mirate a perseguire la minor invadenza di intervento al fine di preservare i connotati dello stesso avvalendosi, eventualmente, di tecniche innovative informatizzate, che ripropongano simulazioni digitali di possibili interventi. Nell’epoca delle innovazioni tecnologiche appare quindi naturale applicare nuove tecniche anche e soprattutto in campo culturale, sia per attualizzare l’attività di indagine sia per meglio consentire la gestione degli interventi.

 

Cartella clinica per la conservazione dei Beni Culturali

Considerare un bene culturale come un paziente da sottoporre a terapia è il concetto base su cui si fonda la diagnosi ed il recupero del patrimonio culturale. Come nel caso del degente, l’oggetto di studi dovrebbe essere preventivamente sottoposto ad una serie di indagini per meglio comprendere le metodologie da adottare per la sua riabilitazione. Sarebbe quindi opportuno seguire un protocollo chiaro e delineato, perché si possano raccogliere le maggiori informazioni possibili prima dell’intervento vero e proprio.

Come riportato in figura (Fig. 1 – Cartella clinica per i Beni culturali), il primo approccio consiste nel raccogliere i dati relativi alle condizioni cui il bene è continuamente esposto, sia dal punto di vista ambientale che urbano. La fase diagnostica vera e propria si sviluppa, invece, intorno ad informazioni prettamente tecniche che vanno dall’individuazione dei materiali adoperati nel caso in esame, passando per la rappresentazione grafica e storico-stilistica supportata da un adeguato dossier fotografico dello stesso e terminando con l’individuazione delle patologie. L’identificazione delle alterazioni e/o dei degradi presenti va relazionata alla strumentazione più adatta, così da poter stabilire non solo le modalità di intervento da adoperare, ma anche i materiali compatibili da utilizzare durante l’operazione di recupero per limitare i casi di rigetto.

 

 

Lamezia Terme - Condizioni di rischio

Il Comune di Lamezia Terme, in Calabria, è il risultato dell’unione nel 1968 di tre Comuni più piccoli primordiali, che ancora oggi definiscono i quartieri principali dell’estesa città: Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia. La piana lametina è stata da sempre oggetto di interesse da parte di popolazioni che ne hanno rilevato la strategica posizione atta al controllo di una vasta porzione di terra, comprendente il Golfo di Sant’Eufemia. La città ad oggi vanta delle condizioni ambientali ideali caratterizzate da un clima mite, ma rientra nei luoghi a più alto rischio sismico della Calabria.

(Fig. 2 – Carta del Rischio sismico della Calabria)

Di fatti la zona di Nicastro in cui è localizzata la cattedrale di Lamezia Terme, oggetto del presente studio, è stata sipario di continui crolli e devastazioni dell’edificato, acausa di eventi sismici, tra cui il terremoto del 1638 che ha raso al suolo la cattedrale normanna portando alla costruzione ex novo dell’attuale struttura architettonica in una postazione differente rispetto a quella della prima Chiesa madre. Il monumento attualmente si affaccia sul corso principale della cittadina, esposto ad agenti inquinanti dovuti principalmente allo smog veicolare, nonché ad atti di vandalismo che ne hanno deturpato le superfici perimetrali.

 

 

La Cattedrale di Lamezia Terme - Anamnesi del Paziente e Descrizione architettonica

Iniziati i lavori di riedificazioni della Cattedrale, per volere di Mons. Giovan Tommaso Perrone, conseguenti al terremoto del 1638 che rase al suolo l’antica cattedrale del 1100 voluta dalla contessa Emburga (nipote di Roberto il Guiscardo), nel 1644 si giunse alla consacrazione del nuovo Duomo di Nicastro risultato di continui rifacimenti e meno ricco di dettagli ed elaborati vorticismi rispetto a quello attuale.

(Fig. 3 – Cattedrale Lamezia Terme, prospetto frontale)

Successive ed ulteriori modificazioni interessarono anche il prospetto frontale e la scalinata di accesso. Si perde il rosone inglobato all’interno di un’apertura ottagonale per lasciare spazio ad una facciata a saliente, la cui parte superiore viene circondata da una balaustra oggi rimossa. Solo i portali dei prospetti laterali mantengono i loro motivi originali, senza subire intervento alcuno. Nella prima metà dell’ottocento la struttura subisce un notevole ampliamento rispondendo ai canoni neoclassici in voga in quegli anni;

vengono innalzate le volte a sostituzione del soffitto ormai danneggiato, si prosegue con l’estensione del transetto concluso da due absidi semicircolari e con l’edificazione di due cappelle aggiuntive nelle navate laterali.

 

 

(Fig. 4 – Cattedrale Lamezia Terme, prospetti e planimetria)

L’edificio si sviluppa su una pianta a croce latina, all’incrocio dei bracci quattro robusti pilastri sostengono ampi archi sui quali poggia il tamburo della cupola maiolicata di forma ottagonale, realizzata nel 1935.

 

 

 

 

 

La Cattedrale di Lamezia Terme - Rilievo 2D e Mappatura del degrado

La fase di rilievo all’interno della cartella clinica di un bene culturale, permette di prendere coscienza del bene stesso, esplodendone le componenti in maniera dettagliata e in scala. Ad oggi, ai classici sistemi di rilevo manuale si affiancano sistemi informatizzati che permettono di rilevare in 2D e in 3D il bene, digitalizzandolo.

(Fig. 5 – Cattedrale di Lamezia Terme, ricostruzione 2D tecniche CAD)

La fase di rilievo può essere affiancata dalla mappatura del manufatto che permette di quantificare il grado di alterazione e/o degrado, così da valutarne lo stato complessivo.

 (Fig. 6 – Cattedrale di Lamezia Terme, Mappatura del degrado – prospetto frontale)

Nello specifico la Cattedrale di Lamezia è stata sottoposta ad un recente intervento di recupero che ha visto il completo intonacamento dei prospetti. Nonostante quest’azione di miglioramento sono visibili zone di dilavamento, di fratturazione e di rigonfiamento caratterizzate da distacchi dell’intonaco. Come riportato in figura, viene preso in considerazione il prospetto frontale del complesso e messe in evidenza le patologie riscontrate. È stato, dunque, possibile giungere ad una valutare che ha permesso di quantificare la diffusione dello stato di alterazione pari al 10% in relazione all’intera superficie.

 

 

La Cattedrale di Lamezia Terme - Ricostruzione 3D dei particolari architettonici

 

La realizzazione di modelli tridimensionali di un bene culturale rappresenta la nuova frontiera ai fini della fruizione dello stesso. Di fatti la riproduzione 3D permette non solo la ricostruzione fedele del manufatto, ma consente di evidenziare particolari che alla vista complessiva potrebbero non essere colti con facilità e di conseguenza non essere rilevati. Nel caso della Cattedrale di Lamezia la sua imponenza, infatti, non consente di cogliere le caratteristiche peculiari e stilistiche tipiche dei particolari architettonici. Allo scopo di facilitare maggiormente la lettura stilistica del Duomo, lo studio ha volto la sua attenzione alla ricostruzione tridimensionale di alcuni dei particolari architettonici dei prospetti laterali, nello specifico è stato ricostruito digitalmente il portale laterale occidentale (a), mentre del portale laterale orientale, stilisticamente simile all’altro, sono stati evidenziati il capitello del pilastro sinistro (b) e la chiave di volta (c). La tecnica adottata per la ricostruzione grafica utilizza immagini ad alta risoluzione dei dettagli da ricostruire, acquisiti con macchina fotografica professionale.

(Fig. 7 - Cattedrale di Lamezia Terme, Inquadrature fotografiche - planimetria)

 

Si tratta di un metodo di triangolazione basato sull’acquisizione di una serie di immagini aventi in comune almeno una coppia coniugata di punti che identifichino un punto preciso del soggetto fotografato, che può essere considerato come una coordinata di riferimento. Questa tecnica permette di ottenere una nuvola di punti che definisce il manufatto da elaborare con l’ausilio di software appositi che permettano di ripulire la nuvola da punti inquinanti e restituire la ricostruzione più attendibile. Nello specifico le immagini sono state caricate all’interno di un software on line, Image2Cad, elaborato dal Dipartimento di Meccanica dell’Università della Calabria così da ottenere la nuvola di punti grezza da sottoporre a pulitura.

(Fig. 8 - Cattedrale di Lamezia Terme, nuvole di punti particolari architettonici Per il passaggio successivo è stato utilizzato un software open source, Meshlab, attraverso cui sono stati effettuati processi di rifinitura della nuvola di punti e la successiva applicazione della texture, una sorta di velo virtuale che conferisce la colorazione della struttura analizzata.)

 

 

 

 

 (Fig. 9 - Cattedrale di Lamezia Terme, ricostruzione 3D portale laterale occidentale)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Fig. 10 - Cattedrale di Lamezia Terme, ricostruzione 3D chiave di volta)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Fig. 11 - Cattedrale di Lamezia Terme, ricostruzione 3D capitello)

 

 

 

 

Conclusioni

Il settore di beni culturali ha assistito negli ultimi anni ad una rinnovata attenzione da parte di competenze e specialisti che hanno in vario modo contribuito a innovare, metodiche e strumenti che si pongono non solo come utile ausilio ai fini diagnostici ma come importante supporto ai fini del controllo del degrado di un monumento, capaci inoltre di ipotizzare virtualmente possibili interventi consentendo modifiche in tempo reale.

Le metodiche digitali, in particolare consentono di effettuare simulazioni grafiche con una visione tridimensionale su modelli ricostruiti utilizzando immagini ottenute con macchina fotografica. Tali elaborati che permettono di graficizzare, analizzare e monitorare lo stato di conservazione di un monumento consentono anche una fruizione multimediale del bene culturale.

Un esempio esplicativo della metodica è stato effettuato utilizzando i portali laterali della Cattedrale di Lamezia Terme. Attraverso l’uso di programmi specificatamente dedicati .

Sono stati ricostruiti a titolo esemplificativo uno dei due portali laterali della cattedrale e due particolari architettonici rappresentativi. La realizzazione di modelli virtuali ha permesso di facilitare la fruizione del bene, evidenziandone i dettagli costitutivi, finalizzando l’elaborato alla valorizzazione del bene architettonico.

 

BIBLIOGRAFIA

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2. A. Paolucci, E. Sampietro, Cattedrali e Basiliche in Italia, G. Mondadori, 1998.

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7. C. Gattuso, G. M. Crisci, Il piano diagnostico tradizionale e la procedura informatizzata DIMA, Atti Convegno Arkos, Rende, 12-14 Settembre 2007.

8. C. Gattuso, F. Villella, R. Marino Picciola, Il castello di Nicastro - il Piano Diagnostico, esempio di articolazione - IIth Convegno Internazionale AIES - Diagnosi per la Conservazione e valorizzazione del Patrimonio Culturale, Napoli, 15-16 Dicembre 2011.

9. A. Gallo, G. Bianco, F. Bruno, M. Muzzupappa, Sperimentazione di tecniche fotogrammetriche per il rilievo 3D di reperti archeologici sommersi, AIAS-40°Convegno Nazionale, Università degli studi di Palermo, 7-10 Settembre 2011.

10. V. Alena Girelli, Tecniche digitali per il rilievo, la modellazione tridimensionale e la rappresentazione nel campo dei Beni Culturali, Tesi di Dottorato-Università di Bologna, 2006.

 

Si ringraziano la Curia Vescovile di Lamezia Terme, l’ing. Arcieri per le autorizzazioni e le documentazioni private e il geom. Di Cello per i prospetti e le planimetrie.

 

Realizzato da: Felicia Villella

Produzione riservata - Cultural Diagnostic ©

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