In Afghanistan Nato serve ad archeologia

05.06.2016 12:12


Non era mai successo e i risultati si sono rivelati subito preziosi: su richiesta dell'Ambasciata francese a Kabul, la Nato ha per la prima volta aperto i suoi archivi fotografici militari, cedendo a storici e archeologi un tesoro di immagini ad altissima risoluzione. Oltre mezzo milione di fotogrammi, frutto di campagne satellitari e di voli aerei compiuti tra il 1991 ed il 2013, che riprendono dall'alto il territorio afgano. E che nelle mani di un team internazionale, di cui fa parte l'italiana Elena Leoni, hanno permesso di individuare decine e decine di palazzi, fortificazioni, templi.
    In tutto oltre 2.500 siti archeologici, 900 dei quali fino ad oggi del tutto sconosciuti, emersi a sorpresa dallo sterminato deserto di sabbia e mine. Testimonianze preziose che ora vengono catalogate grazie al programma 'The Afghanistan Heritage & Extractive Industries Developent Iniziative', coordinato dall'architetto Maria Rita Acetoso per conto di UNESCO, Banca Mondiale e Governo afgano.

 

 

 

 

 

Fonte: ansa.it

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