Il rito della mummificazione nell'antico Egitto.

10.04.2013 18:58

Una volta terminata la cerimonia funebre,il corpo del defunto veniva affidato nelle mani degli specialisti che procedevano all'imbalsamazione. La prima operazione consisteva nell'estrarre il cervello dalle narici per mezzo di un uncino. Il cranio veniva in seguito riempito di un composto a base di bitume liquido che, raffreddandosi, lo induriva. Utilizzando una pietra tagliente veniva praticata una incisione sul fianco sinistro del corpo, da dove venivano estratti intestino e viscere. Questi, dopo essere stati sottoposti a un procedimento a base di bitume, venivano avvolti insieme al cervello e al fegato, e quindi chiusi in vasi funerari. L'interno del ventre e dello stomaco veniva accuratamente lavato con vino di palma, poi seccato con una polvere a base di piante aromatiche e infine riempito con mirra triturata o con segatura di legno profumato. Una volta preparato il corpo, veniva immerso in una bagno di carbonato di sodio e qui veniva lasciato per settanta giorni. Alla fine, sia la carne che i muscoli erano totalmente riassorbiti. I capelli degli uomini venivano tagliati corti, quelli delle donne erano invece lasciati in tutta la loro magnificenza. Successivamente si prendevano delle bende impregnate di resina e con queste si avvolgeva prima ciascun dito separatamente, poi la mano e infine il braccio. Per la testa era necessario un lavoro più meticoloso. Il corpo veniva collocato in posizione distesa, con le mani a croce sul petto oppure con le braccia distese lungo i fianchi.

Realizzato da: Manuel Greco

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