I Bruzi : combattenti per la libertà

20.04.2013 16:24

I Bruzi erano inizialmente pastori e servi dei Lucani, i quali insieme ai Sanniti e agli Oschi erano popoli conosciuti con il nome di  Italici. Quest'ultimi, di stirpe indoeuropea, penetrarono in Italia durante l’età del Ferro, distribuendosi lungo l'arco delle dorsali appenniniche centro-meridionali. Molti dei Bruzi erano nomadi, concentrati prevalentemente nella parte settentrionale di quella che sarà la Regio III augustea. Notizie di questo popolo ci arrivano da Strabone, Diodoro Siculo e Pompeo Trogo, il quale conferma la loro discendenza dai Lucani e la vittoriosa rivolta contro di essi intorno al 356 a.C.. Proprio i Lucani  diedero il nome a questo popolo, chiamando "Bretti" i ribelli. Da popolo ormai libero, le tribù dei Bruzi si coalizzarono in una lega, ed eressero a loro capitale una città che chiamarono Consentia, l’attuale Cosenza, nome che suggellava proprio il "consenso" delle varie tribù. La città venne indicata sul colle Pancrazio, che dominava una grande vallata, ed era separata da essa da due fiumi (Crati e Busento) che si univano proprio alla base del colle, e che lo rendeva un posto fortificato naturalmente. Il colle era però occupato da 600 mercenari africani al soldo di Dionisio, alleato dei Lucani. Dopo un sanguinoso scontro, la cosiddetta "Battaglia della Rocca Bretica", i Bretti, guidati da una donna, conquistarono il colle designando la definitiva resa dei Lucani. Venne sancita la pace, passata alla storia come la "Pace di Donna Brettia", in onore della condottiera dei Bruzi.

La Confederatio Bruttiorum

Finita la fase nomade di questo popolo, in meno di un secolo, i Bretti si costituirono in numerosi piccoli villaggi distanti pochi chilometri l'uno dall'altro, intervallati da roccaforti chiamate oppida, nuclei urbani fortificati, nelle quali si riunivano le classi sociali più elevate (guerrieri, magistrati e, si pensa, sacerdoti) per prendere le decisioni sulla gestione e la difesa dei villaggi limitrofi. Venne battuta moneta, e il tessuto sociale iniziò a prendere forma con il consolidamento delle classi sociali, la più importante delle quali era quella dei guerrieri. Iniziarono così le mire espansionistiche, ed i Bruzi riuscirono ad ottenere importanti successi sia a sud sia a nord del loro territorio fino ad impattare ad oriente e ad occidente con le polis della Magna Grecia che verranno anche esse a più riprese piegate dalla furia bretica. Era nata la "CONFEDERATIO BRVTTIORVM", il culmine dell'espansione, della cultura e dell'economia dei Bretti. Essa si può identificare nell'attuale intera provincia di Cosenza, escludendone la parte più settentrionale, quella compresa tra il Pollino e l'istmo tra la foce del Crati e quella del Laos, corrispondente, secondo Strabone alla parte meridionale della Lucania storica, ed arrivando ad estendersi, con le successive conquiste nei territori interni della dorsale appenninica dalla Sila fino a raggiungere l'Aspromonte.

I Bretti, di lingua osca, erano definiti dagli antichi popolo bilingue per la familiarità che avevano anche col greco appreso negli assidui contatti col mondo italiota. Avevano anche adottato formalmente una scrittura basata appunto sull'alfabeto dorico di tipo acheo.

Oltre Consentia, le principali città erano: Pandosia (città di cui ancora oggi si cercano le tracce e che forse doveva sorgere fra gli attuali comuni di Castrolibero, Mendicino, Marano Principato e Marano Marchesato sul Crati o presso l'attuale Acri sul Mucone), Aufugum (l'attuale Montalto Uffugo), Bergae, Besidiae l'attuale Bisignano ed Otriculum, la così detta confederazione dei Bruzi.

La guerra con i Greci e la conquista Romana

Tra la metà del IV e la metà del III secolo a.C., i Bruzi attaccarono e conquistarono diverse città magno-greche, (tra cui, sul versante tirrenico Themesa,Terina e Hipponion - oggi Vibo Valentia -e addirittura la mitica Sybaris su quello ionico). Le poleis magno-greche riuscirono a respingerli solo per un breve periodo dopo l'alleanza con Dionisio. I Greci d'Italia quindi tentarono di resistere per l'ultima volta, invocando l'aiuto di Alessandro il Molosso, re d'Epiro e zio di Alessandro Magno, ma anch'esso venne sconfitto dai Bruzi perdendo la vita proprio alle porte di Pandosia (331 a.C.).

I Bretti erano ormai riconosciuti come una piccola potenza in rapida ascesa. La loro prerogativa era quella di continuare a svilupparsi come civiltà autonoma e conquistatrice maquesto li spinse all'ostilità verso Roma fino alla loro definitiva disfatta. Iniziò così una serie di sconfitte, fra cui quella del 275 a.C.. La Confederazione dei Bruzi si era alleata con Pirro re d'Ep iro equindi, tacitamente,con molte città della Magna Grecia ma con la loro disfattaConsentia cadeva per la prima volta e fu annessa alla Repubblica. Il fatto portò nel 270 a.C. alla completa caduta di tutto il territorio sotto il domino dei Romani. Ma i Bretti in realtà non si sottomisero mai del tutto e, riorganizzatisi, approfittarono dell'invasione di Annibale nel 218 a.C. con il quale si allearono durante le Guerre Puniche. Cosìriconquistarono Consentia e, forti del nuovo alleato, mossero di nuovo guerra contro Roma per riottenere la loro indipendenza. Quando Annibale però venne sconfitto e costretto a tornare in patria, ordinò ai Bruzi di seguirlo, ma essi vollero rimanere nelle loro terre, attirando così su di loro la sua vendetta. Una volta ricacciato Annibale, che lasciò però dietro di sé terra bruciata, iniziò una nuova massacrante lotta contro Roma, la quale, ben presto, riuscì a sedare ogni focolaio di indipendenzabretica. Il territorio venne sottomesso da Servilio, e questa volta i Brettii vennero puniti duramente. Roma tolse a Consentia la carica di città-stato, sciolse la Confederazione e confiscò quasi tutto il territorio trasformandolo in colonia romana (II e I secolo a.C.). Nel 73 a.C. Consentia e i Bretti tentarono un'ultima volta di riconquistare la libertà e l'autonomia perdute unendosi alla rivolta che Spartaco aveva mosso contro la Repubblica, scatenando una guerra civile, e trovando proprio nei Bruzi fieri alleati. Nel 71 a.C., dopo due anni di rivolte, Spartaco venne accerchiato e sconfitto dal console Licinio Crasso nei pressi del fiume Sele. Tra i 5.000 morti in battaglia e i 6.000 crocefissitantissimi erano  Bruzi. Roma nuovamente punisce i Bretti, come riferisce Appiano: essi subiscono l'umiliazione di non poter servire negli eserciti romani come soldati, ma solo come attendenti al servizio dei magistrati della Repubblica. Nel 29  a.C. Consentia diventa colonia sotto Augusto, il quale le concesse la cittadinanza romana dopo essersi assicurato della totale resa dei Bretti. Non è fuori luogo ritenere che l'etnico BRVTTII, in seguito l'unico e solo usato per definire questo popolo, non siain realtàuna trasformazione omofonetica effettuata a scopo "punitivo" dai Romani dopo la ripetuta ribellione di Consentia all'Urbe, una sorta di "damnatio memoriae" perpetrata attraverso il passaggio da Bretti, in greco BPETTIOI (o meglio nella più frequente forma ΒΡΕΤΤΙΩΝ, al genitivo, come leggibile sulla monetazione della Confederazione) a BRVTTII,o peggio BRVTII ovvero in latino "bruti", "vili", nel senso proprio di traditori, di ribelli alle leggi e al dominio di Roma.

 

di Maximilian Trombino

 

 


 

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