Gli Uffizi ‘colorati’: con l’azzurro oltremare e il rosso mediceo

13.06.2013 20:15

Dal giugno 2012 sono ufficialmente aperte nuove sale espositive situate al primo piano della Galleria degli Uffizi. Si aggiungono a quelle “degli Stranieri”, inaugurate nel dicembre 2011, dedicate ai pittori spagnoli, olandesi, fiamminghi e francesi attivi dal secolo XVI al XVIII: Charles Lebrun, Nattier, Liotard, El Greco, Goya, Rembrandt, Vélazquez, Rubens (“Bacco sul barile”) e altri.

L’azzurro oltremare distingue la decorazione parietale di questi ambienti.

Sempre al primo piano, cominciano le Sale Rosse: dominate, sulle pareti, dal colore crèmisi di medìcea memoria. Nella prima sono esposti i marmi ellenistici e in quella adiacente (la n. 57), si ammirano tre rari monocromi di Andrea del Sarto, databili 1513, probabilmente eseguiti per gli allestimenti del Carnevale di quell’anno.

Nella “fuga” delle sette sale successive si apprezzano ancora opere di Andrea del Sarto e del Rosso Fiorentino (suo il celebre “Putto che suona”, o “Angelo musicante con il liuto”). Seguono alcuni capolavori del Pontormo (“Madonna con Bambino” e “S. Giovannino”) e del Bronzino: per es. il ritratto di Lucrezia Panciatichi e quello di Cosimo I. Infine, nella sala 66, dedicata anch’essa al Cinquecento fiorentino (l’ultima delle sale “rosse”), sono protagonisti assoluti sei dipinti di Raffaello, tra questi la famosa “Madonna con San Giovannino e il Bambino”, detta del Cardellino, eseguita a Firenze per Lorenzo Nasi intorno al 1507, e l’Autoritratto del pittore urbinate (1506 circa), proveniente della raccolta del Cardinale Leopoldo de’ Medici.

Nel nuovo allestimento della sala 35 – questa al secondo piano –, anch’essa con le pareti rosse come quelle del primo piano, si conservano i capi d’opera dipinti a Firenze all’inizio del prodigioso rinascimento fiorentino. Mirabile il “Tondo Doni” (1508), unica pittura certa di Michelangelo, fondamentale per la nascita di quella ‘maniera’ che Giorgio Vasari chiamò “moderna”. La vivace gamma cromatica della pittura commissionata da Agnolo Doni ispirò molta pittura manieristica. Ai lati campeggiano due tavole dovute a Francesco Granacci, amico di Michelangelo. Sulle pareti di fianco sono esposte alcune opere dei maestri che a Firenze costituirono le due principali scuole pittoriche d’allora: a sinistra, la Scuola di San Marco, con Fra’ Bartolomeo e Mariotto Albertinelli; a destra, la Scuola dell’Annunziata, con Andrea del Sarto e il Franciabigio. Di lato alla porta che immette alla sala ecco due quadri ascritti allo spagnolo Alonso Berruguete, eccentrico e lirico artista venuto a Firenze agli inizi del secolo XVI, dove frequentò Michelangelo e Granacci. Al centro della stanza, come novità del nuovo allestimento, si ammira la monumentale statua di “Arianna addormentata” (copia romana di un originale ellenistico, III sec. d. C.), nota anche col nome di “Cleopatra”. Con quest’ultimo nome la cita Giorgio Vasari, quando le attribuisce un fascino così intenso da condizionare il corso dell’arte, dando avvio, appunto, alla cosiddetta “maniera moderna”.

Una volta ultimati gli interventi, gli Uffizi passeranno dagli attuali 6000 a oltre 12 mila metri quadrati di superfice. Intanto, proseguono i restauri per allestire 13 nuove sale. Per concludere i lavori nel 2016 occorrerà uno stanziamento aggiuntivo di circa 30 milioni di euro da parte del Ministero dei Beni Culturali.

Fonte: http://cultura.libriantichionline.com

 

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