Gli affreschi padovani del Trecento candidati per patrimonio Unesco

10.04.2014 10:57

Gli affreschi padovani del Trecento candidati per patrimonio Unesco

Il comune di Padova sta costruendo il dossier per l'inserimento dei cicli di pitture trecentesche della città nella World Heritage List dell'Unesco. Si tratta di un percorso che si snoda a partire dalla Cappella degli Scrovegni per continuare con i musei Civici, il palazzo della Ragione, l'oratorio di San Michele, l'Accademia Galileiana, il complesso Antoniano, il battistero del Duomo e il museo Diocesano, la chiesa degli Eremitani e, fuori città, la chiesa di San Francesco di Curtarolo.

 

Gli affreschi padovani del Trecento candidati per patrimonio Unesco
La storia della pittura a Padova nel Trecento comincia con l'arrivo di Giotto in città. La sua chiamata, avvenuta intorno al 1302, fu probabilmente dovuta ai francescani della basilica del Santo. La città, sulla scia degli esempi da lui lasciati, si arricchì per tutto il secolo di grandi cicli di affreschi che andarono a ornare le chiese della città. Pietro e Giuliano da Rimini, Guariento, Giusto Menabuoi, Altichiero, Jacopo Avanzo, Jacopo da Verona furono i protagonisti di una delle più importanti civiltà figurative del Trecento della quale restano testimonianze straordinarie.

 

 

Gli affreschi padovani del Trecento candidati per patrimonio Unesco
"Abbiamo incaricato lo studio Andrian di elaborare un progetto di candidatura" ha spiegato il sindaco reggente Ivo Rossi al termine dell'incontro che ha visto la presenza di tutti i soggetti coinvolti, vale a dire: Comune, Basilica, Diocesi e Accademia Galileiana. "Siamo d'accordo sulla proposta e siamo fiduciosi perché la candidatura è di grande qualità artistica e inoltre il fare rete tra soggetti differenti con una proposta complessiva dovrebbe rappresentare un punto di forza". ha aggiunto Rossi



 

 

 

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