Fontana di Diana in totale decadimento, Antonio Gentile :"Urge restaurarla"

16.06.2015 12:11

Fontana di Diana in totale decadimento: l’esperto storico Antonio Gentile parla delle condizioni dell’importante monumento, “urge restauro”

E’ scoppiata qualche giorno fa la polemica sui Social per le condizioni in cui verte la centralissima Fontana di Diana, noto e visibilissimo monumento di Piazza Archimede. La fontana, costruita nel non troppo lontano 1906 con cemento e sabbie dell’Etna, è esposta continuamente all’umidità, e questo la sta conducendo ad un lento ed inesorabile deterioramento. Basterebbe un restauro per riportare l’opera al suo originale splendore, e considerata la sua importanza, si potrebbe dire che tale restauro è divenuto essenziale.

Più volte negli ultimi anni una parte “sensibile” della cittadinanza ha evidenziato la problematica, segnalata anche a noti quotidiani; ad oggi un’ opera “gemella” degli stessi autori e costruita con gli stessi materiali, è riposta in ottime condizioni dinnanzi la Stazione di Catania.

Ci siamo rivolti ad un noto siracusano esperto di storia e cultura, profondo conoscitore dell’arte nostrana e cittadino sensibile alla conservazione dei beni comuni, per saperne e capirne di più. Antonio Gentile ha accolto la nostra richiesta, e ci ha scritto:

La tanto maltrattata Fontana di Diana, pensata per il Piano del Duomo ma allocata sul Piano Archimede, nel clima di risanamento del vecchio quartiere ,prese il posto delle Chiese e Conventi di Sant’Andrea ai Teatini e San Giacomo: cio’ per una delibera del Consiglio Civico del Febbraio 1906. Per la insufficientesomma di lire 19.000, fu incaricato lo scultore di Ascoli Giulio Moschetti che, avvalendosi dell’opera del figlio Mario, insieme realizzarono all’inizio del secolo la Fontana di Proserpina davanti alla FFSS di Catania ed i decori plastici del Teatro Bellini. Siamo in pieno periodo Liberty siracusano.

Consulente Paolo Orsi, fu realizzata un’opera eclettica e composita nella quale elementi d’ispirazione greco-romana e mitologici convissero con la modernità del cemento armato rafforzato con la sabbia dell’Etna del versante di Nicolosi che meglio soddisfaceva gli scultori.

Sorvolando che in Piazza Archimede non ci sia opera che richiami il grande matematico siracusano, il gruppo scultoreo dedicato a Diana si impianta entro una vasca quadrilobata in granaglia rossa che accoglie il mito di Alfeo e Dianacontornati da una famiglia di tritoni e tritonesse che cavalcano delle pistrici.

Cerca nel sito