Firenze: Serie di mostre presentate dalla Spoprintendenza del Polo Museale Fiorentino – Un anno ad arte” 2015

06.11.2014 11:52

 

Come ogni anno, il progetto della serie di mostre che reca in epigrafe la dizione “Firenze – Un anno ad arte” (giunta qui all’edizione 2015, la decima) offre un magnifico e articolato insieme di rassegne a prevalente carattere storico artistico, che sviluppando gli spunti offerti dai musei stessi e dalle loro raccolte ne presenta i risultati con il complemento informativo e memoriale dei bei cataloghi di Giunti e Sillabe.
I partner tradizionali, Ente Cassa di Risparmio di Firenze e Firenze Musei con Opera Laboratori Fiorentini di Civita Group, hanno anche per l’anno prossimo accolto con favore questo programma impegnativo, che per effetto della riforma imminente del Ministero nei suoi organi centrali e periferici potrebbe essere l’ultimo a coinvolgere il Polo Museale Fiorentino come istituto unitario e autonomo.
Infatti negli anni a venire, per effetto delle nuove autonomie nelle quali sarà suddivisa l’attuale Soprintendenza (Gallerie degli Uffizi e dell’Accademia, Museo Nazionale del Bargello, Polo Museale Regionale, competenza della tutela territoriale) lo schema delle collaborazioni potrebbe mutare anche in modo significativo.
Alla conclusione di percorsi diversi per genesi, argomento e metodo, ma sempre all’insegna dell’originalità negli studi e della cura nella ricerca, i massimi musei del Polo Museale presenteranno nel 2015 – anno dell’EXPO di Milano, nel quale tutta l’Italia è tenuta a valorizzare le proprie attrattive e dunque anche il patrimonio artistico – mostre di stimolante varietà nell’approccio, così da interessare e coinvolgere il massimo numero possibile di visitatori.
Nel 150° anno della fondazione il Museo del Bargello, nato come “nazionale” attorno a raccolte in prevalenza medievali e rinascimentali, presenta in partenariato con altri musei europei la civiltà medioevale nelle sue espressioni più alte, riunendo attorno al tema del viaggio nel reale e nel fantastico oggetti d’uso e testimonianze artistiche di rara suggestione.
Ancora dall’epoca medievale prende le mosse la prima mostra della Galleria dell’Accademia, che conduce all’origine di uno dei più grandi fenomeni religiosi e culturali della storia d’Occidente e del mondo: il Francescanesimo, con il suo immenso portato d’arte e di culto, rapidamente diffuso in Oriente fino alla Cina.
Tra il Rinascimento e il Barocco si collocano ben quattro mostre monografiche, incardinate alle collezioni e al tempo stesso arricchite da prestiti d’eccellenza. Ognuna sarà dedicata alla presentazione di un pittore poco noto al grande pubblico, secondo una politica di valorizzazione fondata sugli studi dei massimi esperti. Solo grandi musei come le Gallerie degli Uffizi e dell’Accademia possono permettersi di proporre figure artistiche diverse da quelle più conosciute e popolari, accentuando così la propria missione di pionieristica riscoperta critica e di educazione all’arte. Dunque sfileranno nell’arco dell’anno Piero di Cosimo, Carlo Portelli, Gherardo delle Notti, Carlo Dolci.
Piero, un geniale eccentrico fiorentino vissuto tra il XV e il XVI secolo, rifulgerà nella sua inesauribile inventiva cui si debbono soggetti rari o rarissimi, dipinti con visionaria singolarità: basti citare le “Storie dell’umanità primitiva”, scene rimaste uniche nella storia dell’arte rinascimentale.
Carlo Portelli, un altro eccentrico fiorentino ma ben più inoltrato nella “maniera” del pieno Cinquecento, rivelerà la sua insistente ricerca di eleganze tanto raffinate quanto complicate. Egli esercitò una pittura fitta di scorci spericolati e spesso affollata di personaggi, come fanno fede la pala dell’Immacolata Concezione in Galleria e più ancora, il parossistico Martirio di San Romolo a Fiesole.
Di Gerrit Honthorst detto Gherardo delle Notti, da Utrecht, sarà valorizzata la presenza in Italia nel primo Seicento e soprattutto l’entusiastica ricezione fiorentina, che assicurò quattro grandi tele alle collezioni medicee. A Gerrit, che deve il suo soprannome al talento per le scene notturne rischiarate da lucerne e candele, saranno affiancati altri pittori degli antichi Paesi Bassi, specialmente dediti alle medesime ricerche luministiche.
Con Carlo Dolci si entra nella vita artistica (ma anche devozionale) della corte fiorentina nel pieno Seicento, dominata dalla granduchessa Vittoria Della Rovere. La pittura di levigata bellezza del Dolci, immersa in una luminosità traslucida che rammenta lo splendore minerale del commesso in pietre dure, fu messa al servizio di soavi immagini sacre, dalle quali la critica dei secoli seguenti ha preso le distanze, ma che gli valsero all’epoca ammirazione e successo; così come fu bene accolta e ricompensata la sua natura morta floreale, squisitamente dipinta, ora nella Galleria degli Uffizi.
Un argomento trasversale, che per secoli accomunò gli artisti d’Europa e non soltanto, è quello cui verrà dedicata la mostra del Museo degli Argenti: il Lapislazzuli. Pietra di frequente importata dal cuore dell’Asia, oltre a entrare alla creazione di splendidi e preziosi oggetti, servì ai pittori provvedendo – una volta macinato e ridotto in polvere – quello che è certo insieme all’oro il più regale e costoso dei pigmenti, il blu detto Oltremare naturale, atto a evocare le sfere supreme del cielo e a vestire la divinità. La Galleria d’arte moderna, proseguendo lo scavo storico all’interno delle proprie collezioni – riunite e create a partire dalla fondazione, nel 1914 – celebrerà la ricorrenza dei 150 anni da Firenze capitale dell’Italia unita con una mostra dedicata in particolare alle opere d’arte e agli arredi acquisiti da Re Vittorio Emanuele II per la sontuosa e labirintica reggia fiorentina di Palazzo Pitti, nel periodo della sua permanenza in città.
Questo impegnativo programma di mostre rappresenta l’asse portante delle iniziative di valorizzazione per il 2015 nei musei statali d’arte. Messo a punto, grazie alle ricerche condotte negli anni dai funzionari e dai curatori ospiti, in un tempo in cui il Polo Museale Fiorentino è ancora unito in un solo istituto periferico del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ovvero la Soprintendenza Specialedotata di autonomia amministrativa e contabile, la sua fattibilità si fonda su uno schema di investimenti e di rientri, avente come requisito principale l’osmosi tra un museo e l’altro all’interno del medesimo sistema, quale garanzia del riequilibrio finanziario tra le varie mostre. Ove la riforma che si annuncia vada a suddividere in centri autonomi diversificati questa concentrazione di musei (e si prevede come prima accennato che siano resi indipendenti le Gallerie degli Uffizi e dell’Accademia, il Museo Nazionale del Bargello, un Polo Regionale creato ex novo), sarà impegno delle istituzioni assicurare lo sviluppo e la conclusione dei singoli progetti con risorse adeguate e continuità di propositi.
Il medesimo auspicio vale per le iniziative espositive che si sono programmate al di fuori di “Firenze 2015 – Un anno ad arte”. Mostre e percorsi di valorizzazione in musei, ville medicee e cenacoli, dedicati ai temi dell’EXPO di Milano e quindi ispirati alla filiera alimentare che “nutre il pianeta”, riguarderanno un ampio arco di iconografia e di oggetti, che vanno dal paesaggio agrario alla mensa signorile o popolare. Iniziative ulteriori, originate all’interno dei musei o finalizzate alla presentazione di beni artistici del “territorio” – la città di Firenze – restaurati e studiati dai funzionari di zona, completeranno l’offerta culturale di un anno straordinariamente intenso e ricco, che auguro ai Fiorentini e ai visitatori di godere appieno, in tutte le opportunità che permetteranno contatti ravvicinati e proficui con le opere d’arte e con i messaggi di cui sono tuttora portatrici.

 

Scarica il programma de Firenze – Un anno ad arte 2015

Fonte: Tafter

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