ErotiCAM: reperti hard di Ercolano e Pompei riproposti in chiave contemporanea. Censura del Ministero.

30.11.2013 14:30

 

“ErotiCAM Gabinetto segreto II” è una mostra fotografica che ripropone in chiave contemporanea gli affreschi erotici di Pompei ed Ercolano. Censurata e respinta dal Ministero, l’esposizione è stata accolta dal CAM di Casoria.

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Una mostra erotica, gli scatti fotografici di un gruppo di artisti viennesi, gli affreschi proibiti di Pompei rivisitati e “corretti” in veste contemporanea. Potrebbe sembrare il soggetto di una mostra organizzata a New York, prevista a Berlino, visitabile a Londra. E invece no. “ErotiCAM Gabinetto segreto II” è la nuova proposta museale del museo CAM di Casoria, cittadina in provincia di Napoli, meglio nota, purtroppo, per la camorra e la “monnezza”.

 

Gli affreschi e i reperti archeologici hard di Ercolano e Pompei sono stati trasformati da un trio di artisti di Vienna, i TEAM[:]niel, in fotografie che ritraggono personaggi celebri del mondo contemporaneo, come Hermann Nitsch, Antonio Manfredi e Carl Djerassi. “Il progetto si pone la finalità di documentare e analizzare la reazione del pubblico di fronte al cambiamento di un’opera d’arte, da oggetto culturale a sessuale, un effetto valutabile attraverso il tempo di permanenza davanti al montaggio fotografico e al video e attraverso l’interattività del pubblico invitato a lasciare un commento scritto sulle stesse opere”, si legge nel comunicato stampa che annuncia la mostra.

 

“ErotiCAM Gabinetto segreto II” doveva essere esposta al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ma il Ministero dei Beni Culturali italiano ne ha proibito l’allestimento, censurandone i contenuti. Antonio Manfredi, il direttore del CAM di Casoria ha, invece, deciso di accogliere l’esposizione, spiegando che “La vera arte è eterna, quello che ci arriva dal passato, come nel caso degli affreschi di Pompei e di Ercolano, non ha perso la sua valenza estetica e sociale. Solo quando si è davanti a qualcosa che ancora stimola l’immaginazione e colpisce dopo secoli si capisce realmente il linguaggio universale dell’arte, e allora perché non servirsene con un’accezione contemporanea? Perché non attualizzare qualcosa che è già presente? L’arte non ammette censura quando accompagna alla riflessione, all’indagine e alla comprensione.”ErotiCAM3

Non è la prima volta che il CAM, Casoria Contemporary Art Museum, e il suo direttore si fanno notare per le scelte provocatorie delle loro iniziative. Il CAM possiede una ricca collezione di opere d’arte contemporanee provenienti da tutto il mondo, ma in questi anni ha lottato per rimanere aperto. Inizialmente sovvenzionato dal comune, è stato “abbandonato” dai finanziamenti pubblici dopo lo scioglimento per infiltrazione mafiosa della giunta comunale di Casoria ed è sopravvissuto come Onlus grazie all’originalità degli eventi e delle esposizioni offerte, e alle sovvenzioni di qualche privato. Nel 2012 ha dato fuoco a diverse opere d’arte della collezione per prote

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stare contro l’indifferenza delle istituzioni alla condizione del CAM, che si attesta come uno dei pochi centri culturali di prestigio dell’hinterland.

Già nel 2008 il museo aveva fatto parlare di sé con una mostra dal forte impatto emotivo, CAMorra, che ha chiamato a raccolta 17 artisti napoletani per rappresentare lo stato di disagio della Campania, che viveva la crisi più profonda del suo territorio, duramente colpito dal problema dello smaltimento dei rifiuti e dalle ingerenze della camorra.

 

C’è ancora tanto da fare per Casoria, il suo museo di arte contemporanea e il resto di città e province che li circondano. ErotiCAM rappresenta un altro modo per attirare l’attenzione sul fermento culturale di una realtà che troppo spesso viene dimenticata, in barba alle decisioni bigotte di un’élite artistica e dirigenziale che si indigna di fronte ad un corpo nudo, ma non batte ciglio quando a essere messa in discussione è l’esistenza stessa di un centro culturale propositivo e positivo.

“ErotiCAM Gabinetto segreto II” è visitabile fino al 15 gennaio, martedì, mercoledì, giovedì, domenica dalle 10.00 alle 13.00 e il sabato dalle 17.00 alle 20.00.

 

 

 

Fonte: Tafter

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