E' partita la rivoluzione di Franceschini: il Mibact seleziona i nuovi direttori generali

11.12.2014 22:19

 

Ecco quanto guadagneranno i direttori dei musei

 

Tutto è azzerato o quasi. Il 26 novembre in sordina in Gazzetta Ufficiale va di scena la rivoluzione. Il Mibact guidato dal ministro Dario Franceschini ha avviato la selezione per ricomporre la nuova squadra che dirigerà la struttura centrale e periferica dei beni culturali italiani. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri entra in vigore oggi 10 dicembre: non esistono più i sei poli museali, la tutela è separata dalla valorizzazione. L'attesa ora si concentra sulla nomina dei futuri direttori dei grandi musei dagli Uffizi alla Galleria dell'Accademia di Venezia, ma prima dei bandi dei direttori dei musei, attesi per i primi giorni di gennaio, sta per chiudersi una partita ancora più importante, quello delle nomine delle 12 nuove direzioni generali (con remunerazioni annue lorde tra 150-160mila come quelle attuali, che significa 6.000-6.500 euro mensili più premio produttività). In gioco la nomina della nuova Direzione generale “Educazione e ricerca”; quella dell'“Archeologia”, delle “Belle arti e paesaggio”, dell'“Arte e architettura contemporanee e periferie urbane”, dei “Musei”, degli “Archivi”, delle “Biblioteche e istituti culturali”, dell'“Organizzazione” e del “Bilancio”, mentre sono confermate tre direzioni: “Spettacolo” (saldamente in mano a Salvo Nastasi), Cinema (Nicola Borrelli), Turismo (con la recente direzione affidata a Onofrio Cutaia). Il bando aperto il 1° dicembre si chiuderà domani 11 e dopo due-tre giorni il ministro farà le nomine, assicurano fonti vicine. Già il bilancio preventivo 2015 è riscritto secondo la nuova organizzazione, che prevede, secondo quanto stabilito dal d.P.C.M. 22 gennaio 2013 sulle piante organiche dei Ministeri, il taglio di 37 dirigenti.
I nuovi direttori generali saranno i registi del cambiamento atteso a livello territoriale, gli attori in scena saranno i dirigenti delle Soprintendenze ‘archeologia', quelli delle ‘belle arti e paesaggio', i direttori dei 17 Poli museali regionali, i direttori dei 20 musei, i dirigenti delle Soprintendenze archivistiche, degli Archivi di Stato e delle Biblioteche. Per questi dirigenti, non direttori generali, la remunerazione annua lorda prevista è intorno ai 110.000 euro, cioè 3.500-3.700 netti al mese. 
Le Soprintendenze passeranno da 68 attuali a circa 30. La nomina di queste figure, con dirigenza pubblica, avverrà sempre attraverso bandi interni previsti nell'ArtBonus (cui non possono partecipare gli esterni alla pubblica amministrazione) attesi a gennaio.
Il ministro, dicono dalle stanze a lui vicine, vuole la squadra al completo entro il primo trimestre del prossimo anno. La logica della riforma è il taglio della spesa e la separazione tra tutela e valorizzazione dei beni culturali, la prima assegnata alle Sovrintendenze e la seconda ai musei e ai poli museali regionali, fortemente agganciati al turismo. Il ministro Franceschini pare sia riuscito anche a strappare al governo 200 milioni fino al 2020 per la tutela e altri 100 milioni per la valorizzazione.
Antonio Natali direttore degli Uffizi ha reso nota la sua futura partecipazione ai bandi del Mibact per la selezione internazionale dei 20 direttori dei più grandi musei italiani e dei due poli archeologici - Soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l'area archeologica di Roma e Soprintendenza speciale per Pompei, Ercolano e Stabia -. Il ministero cerca, attraverso questa selezione, importanti personalità che coniughino al tempo stesso una profonda cultura artistica a capacità manageriali: ad attrarre queste figure internazionali, si augurano dal Mibact, ci sarà la sfida di valorizzare il grande patrimonio artistico italiano. Avranno un ruolo dirigenziale con un emolumento tra i 3.000 e i 3.500 euro netti mensili (non proprio in linea con le remunerazioni dei musei internazionali), comunque un passo in avanti visto che oggi un direttore ha una remunerazione netta che oscilla tra i 1.850-2.400 euro mensili. Lo conferma Natali: “Non ho mai guardato ai soldi, ma trovo però non sia una bella immagine per l'Italia all'estero che chi dirige gli Uffizi prenda 1850 euro al mese”. I bandi pubblici per titoli scientifici, professionali, ed esperienza gestionale e culturale, appariranno sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità europea, su quella italiana e sulle testate più prestigiose italiane e internazionali. I contratti avranno una durata triennale (forse quinquennale) e la nomina avverrà entro il 30 gennaio. Sino a ieri i direttori dei musei venivano scelti dai Soprintendenti: così Natali fu scelto da Antonio Paolucci, allora Soprintendente del Polo fiorentino, e l'incarico era sine die come quello di tanti altri direttori. Per ovviare a questa fotografia statica della gestione museale si era cercato l'anno scorso di avviare una rotazione in tutti i musei, ma senza successo. Il Mibact continuerà a farsi carico del personale anche dei musei con gestione autonoma. Resta da capire quali saranno i budget a disposizione dei nuovi direttori dei musei. Come già esisteva per i sei Poli museali viene istituito un fondo di perequazione tra i musei: i più ricchi come gli Uffizi, Pompei e Colosseo sosterranno i meno ricchi. E questi ultimi dovranno fare rete per rilanciare il territorio e ridistribuire il flusso dei visitatori. 
Come verranno aggregati i poli museali è presto per dirlo: al Mibact stanno studiando. Infatti dietro i 20 musei capofila vi saranno degli accorpamenti. Ad esempio si ipotizza che insieme alla Pinacoteca di Brera possa esserci il Cenacolo (vera macchina da soldi con ulteriore sua valorizzazione economica). Infine è già in corso la riassegnazione degli incassi da biglietteria ai musei (prima si fermava tutto al Mef dopo la Finanziaria di Tremonti): nel I trimestre sono stati riassegnati 3 milioni di introiti lì dove sono stati generati, nel II trimestre altri 5 sono tornati alle soprintendenze di competenza che, a loro volta, li hanno inseriti nei capitoli di provenienza e ora è in corso la riassegnazione del III trimestre. Una boccata di ossigeno per quegli enti che hanno staccato i biglietti senza goderne i benefici.

 

Fonte: arteconomy24.ilsole24ore.com

Cerca nel sito