Domus Aurea occorrono 31 milioni di euro distribuiti in quattro anni.

25.06.2014 18:36

DOMUS AUREA

Per poter riaprire definitivamente al pubblico la Domus Aurea servono 31 milioni di euro. Saranno necessari per finanziare i lavori di restauro e di risanamento dell’area superiore del monumento, meglio noto come “giardino”. È quanto contenuto nel progetto presentato questa mattina alla presenza del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, della soprintendente speciale per i beni archeologici di Roma, Maria Rosaria Barbera e del direttore generale per le antichità del ministero,Luigi Malnati. Secondo le stime della soprintendenza serviranno quattro anni di lavoro. Si affaccia anche per la Domus Aurea l’ipotesi, già attuata in occasione del restauro del Colosseo, di un finanziamento misto per l’intervento pubblico/privato.

Ne è consapevole anche il ministro Franceschini che ha detto come lo Stato “sia pronto a fare la sua parte, ma mi aspetto l’intervento di una grande impresa”. “Troverei scandaloso – ha aggiunto – se non ci fosse una corsa da parte dei privati per finanziare il progetto di risanamento necessario per la riapertura della Domus Aurea. Come governo ci aspettiamo che si facciano avanti delle aziende italiane perché con l’Art bonus, che prevede detrazioni del 65 per cento in favore di donazioni per i beni e le attività culturali, non ci sono alibi”. L’art bonus, ha sottolineato Franceschini, è “l’incentivo fiscale in favore dei beni culturali più importante che ci sia in Europa”, “Capisco – ha poi concluso il ministro per i Beni culturali – che per alcuni interventi di restauro sia difficile coinvolgere le aziende perché non c’è un grande ritorno di immagine, ma nel caso della Domus Aurea lo troverei veramente assurdo perché si tratta di un progetto sul quale saranno puntati gli occhi di tutto il mondo”.

La Domus Aurea era stata aperta al pubblico dall’allora ministro Walter Veltroni nel giugno 1999, a seguito di significativi lavori di restauro. Un percorso di visita che si sviluppava lungo 43 ambienti su di un totale di 150, afferenti al cosiddetto padiglione del Colle Oppio. In particolare, a partire dalla XVIII galleria (di fase traianea) si accedeva alla residenza neroniana, potendo ammirare il Ninfeo di Polifemo, la Sala della Volta Dorata, la Sala Ottagona. Ma nel 2005 fu annunciata dall’allora ministro Rocco Buttiglione la“temporanea chiusura” del percorso a causa delle infiltrazioni di acqua dai giardini del Colle Oppio, che imposero di progettare e di realizzare un nuovo sistema di impermeabilizzazione. Nel marzo del 2010, a pochi giorni dall’annuncio da parte dell’allora ministro Francesco Giro, di un nuovo intervento di restauro per il monumento, si registrò un crollo di una porzione di 60 metri quadri della volta di una delle gallerie Traianee che non causò vittime.

Fonte: Tafter.it

 

Cerca nel sito