Dalla Cina a Bologna per imparare i segreti del restauro made in Italy

27.08.2013 10:54
Una delegazione del Centro Internazionale per il Restauro del Patrimonio Architettonico dell’Università "Jiao Tong" di Shanghai ha fatto visita all'Alma Mater. L'ateneo cinese sarebbe interessato ad una collaborazione con l'Alma Heritage Science Integrated Research Team

 

Una delegazione cinese del Centro Internazionale per il Restauro del Patrimonio Architettonico dell’Università "Jiao Tong" di Shanghai, è giunta in visita a Bologna, lo scorso 6 agosto, per imbastire una potenziale collaborazione, sul tema della tutela del patrimonio culturale, con l'Alma Heritage Science Integrated Research Team dell'Università di Bologna. Andrea Nanetti, studioso italiano alla Università JaoTong di Shanghai, ha accompagnato una rappresentanza di docenti, guidata da Yongkang Cao, direttore del Centro Internazionale per il Restauro del Patrimonio Architettonico dell’ateneo cinese, imprenditori del settore edilizio e funzionari pubblici cinesi, in un tour nei centri di eccellenza del restauro in Europa. Dopo aver visitato il Museo dell’Acropoli, i Musei Vaticani, e l’Opificio delle Pietre Dure a Firenze, la delegazione di Shanghai ha fatto tappa all’Alma Mater, dove ha partecipato ad un workshop sul tema "Heritage Building Conservation: Methods and Techniques".

L’incontro bolognese è stato introdotto dal prorettore alla Ricerca Dario Braga, che ha sottolineato l’attenzione che l’Alma Mater sta rivolgendo alla Cina come partner delle proprie relazioni internazionali, con l’intenzione di intensificare sempre più le collaborazioni scientifiche tra i ricercatori dei due Paesi. Rocco Mazzeo del Dipartimento di Chimica, Elisa Franzoni e Tomaso Trombetti  del Dipartimento di Ingegneria Civile, chimica, ambientale e dei materiali - componenti del team scientifico di Alma Heritage - hanno illustrato agli ospiti di Shanghai le attività e la mission del gruppo di ricerca, sottolineandone l'interdisciplinarietà: ingegneri, chimici, costruttori, architetti, restauratori devono tutti saper fare restauro ed integrarsi vicendevolmente. Dall’incontro è emerso come in Cina manchi ancora questo approccio metodologico alla tutela del patrimonio culturale, per questo il contributo di Alma Heritage Science potrà essere assai significativo.

La delegazione cinese ha riconosciuto come l’Italia abbia forti competenze nel campo della conservazione e del restauro, e l’Università di Shangai si è detta molto interessata ad avviare una collaborazione interdisciplinare per individuare modelli e standard di intervento esportabili anche in Cina e in altre aree del globo, eventualmente dando vita anche a start up che sfruttino, concretamente, le potenzialità della ricerca congiunta.

Fonte: magazine.unibo.it

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