Chiesa di Santa Maria degli Angeli alle Croci (Na)

12.01.2014 20:03

La chiesa di Santa Maria degli Angeli alle Croci deriva il suo nome dalle croci che i Francescani riformati collocarono lungo tutta l'attuale via Michele Tenore, e rappresentavano le tappe della via crucis. Ancora alla fine dell'ottocento erano ben visibili in una raccolta del D'Ambra dal titolo La Napoli antica illustrata, conservata presso la Biblioteca Nazionale di Napoli. 

Nel seicento per volere del vicerè di Napoli Medina de Las Torres, la chiesa di fondazione cinquecentesca ( 1581), fu completamente rifatta, e i lavori furono affidati a Cosimo Fanzago, architetto-scultore di origine lombarde che scelse un impianto a navata unica con cappelle e cupola sul presbiterio, secondo un linguaggio architettonico che si affermava in questo periodo.

Fanzago, fu uno degli innovatori della plastica napoletana inventando nuove forme, ma soprattutto innovando in maniera originale l'ornato dei marmi commessi. Suoi esempi mirabili sono la chiesa della Certosa di San Martino, o il Gesù Nuovo, solo per citare alcuni esempi aiutato in questo da suoi contemporanei come Dioniso Lazzari, Arcangelo Guglielmelli, Gian Domenico Vinaccia,lorenzo Vaccaro. 

Qui in rispetto del rigore e della povertà degli Osservanti utilizzò il bianco e il grigio, sia in facciata dove il grigio dei marmi scandisce e definisce le modanature, sia all'interno della chiesa. La facciata con il San Francesco al centro e i due angeli seduti negli ovali, poggia su pregevoli colonne di granito, provenienti dalla Basilica di San Giorgio Maggiore, dove anche qui era intervenuto ristrutturandola, dopo che un devastante incendio aveva compromesso seriamente l'edificio. 

I francescani occupavano l'attiguo convento, oggi sede della Facoltà di Medicina Veterinaria, che conserva un mirabile ciclo di affreschi di Belisario Corenzio, con storie evangeliche alle pareti e nelle volte uno straordinario repertorio di stemmi dell'aristocrazia napoletana, che il potente vicerè committente aveva coinvolto nell'opera di rinnovamento della chiesa.

Realizzato da: Maria Colucci

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