Cerveteri: Dopo 40 anni torna il Cratere di Eufronio, forse per sempre

19.12.2014 10:49

Dissepolto dai tombaroli più di 40 anni fa dopo un sonno di duemila anni, esportato illegalmente negli Usa, per lunghi anni in una teca del Metropolitan di New York e infine rientrato in Italia al Museo di Villa Giulia a Roma, il Cratere di Eufronio capolavoro dell'arte attica del V secolo a C., è finalmente tornato a casa, nella sua Cerveteri, per una mostra speciale. E qui - questo almeno è il sogno della cittadina laziale che fu 'capitale' del mondo etrusco - potrebbe anche rimanere.

 Di certo, parola del ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini, la mostra inaugurata oggi nel Museo Nazionale Cerite e aperta fino al 20 gennaio "va prolungata anche nel periodo di Expo, che va da maggio a ottobre". "E poi, chissà...", aggiunge il ministro, lasciando intendere di non essere contrario ad una collocazione definitiva del capolavoro nella cittadina laziale da cui era stato strappato. Una prospettiva che accende le speranze del giovane sindaco Alessio Pascucci, che sui beni culturali della città ha grandi progetti e che ha visto triplicare i biglietti del museo da quando vi è esposta un'altra opera di Eufronio, una preziosa kylix (coppa da vino) anch'essa tornata in Italia dopo aver percorso le vie del traffico illegale. Ora i due reperti, firmati da uno dei più importanti pittori del mondo antico, sono tornati insieme uno accanto all'altro nelle sale della mostra aperta da Franceschini insieme al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti

Ritenuto unanimemente ''l'opera piu' importante'' fra le pochissime che ci sono rimaste, 27 in tutto, del grande maestro greco del V secolo a. C., il Cratere di Eufronio, ornato con scene dell'episodio omerico del trasporto del corpo dell'eroe Sarpedonte, era stato trafugato nel 1971 dai tombaroli che lo avevano strappato da una tomba di Greppe Sant'Angelo,

 alle porte di Cerveteri. Arrivato illecitamente negli Stati Uniti, era stato acquistato dal Met di New York. Solo grazie a una indagine della procura di Roma e dei carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale, e all'impegno del governo, che aprì un canale diplomatico con gli Usa, l'inestimabile reperto riuscì nel 2008 a rientrare in Italia, accolto nel museo nazionale etrusco di Villa Giulia.

La kylix decorata con storie della caduta di Troia, invece, è stata restituita dal Getty di Malibu (California) nel '99. Ecco dunque perché, per la soprintendente all'Etruria meridionale Alfonsina Russo Tagliante, la mostra di Cerveteri "è il simbolo della lotta contro il traffico illecito di reperti archeologici", terzo mercato nero mondiale dopo armi e droga. Per l'assessore alla Cultura del Lazio, la scrittrice Lidia Ravera, "è come se i fregi del Partenone tornassero ad Atene". Ma è anche una occasione per il territorio: "Cerveteri - spiega Zingaretti - sta entrando a far parte di una rete di promozione in Italia e nel mondo: bisogna lavorare in vista di Expo 2015 affinché si arrivi all'appuntamento con l'idea dell'esistenza del 'bel Lazio'". 

Anche Franceschini guarda ai numeri della kermesse milanese: "Sarà un successo enorme, avrà numeri incredibili - si è detto certo il ministro - In Cina per esempio sono già stati venduti un milione di biglietti e altri 500 mila saranno venduti a breve. La nostra sfida è evitare che tutti si concentrino su Roma e Milano e sui grandi musei di queste città". Cerveteri sogna, e incrocia le dita. 

 

Fonte: Ansa

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