Beni culturali, lavoratori in piazza «Mille i precari del ministero»

09.01.2014 21:27
pomperi restauro lp 720
 
Di Stefano Miliani
9 gennaio 2014
Archeologi, bibliotecari, storici dell'arte, architetti, archivisti, restauratori precari a raccolta in piazza del Pantheon a Roma per un trattamento equo e per un riconoscimento professionale dal Paese che dovrebbe tenere in gran conto queste professioni. Sarebbero un migliaio quelli che collaborano con il ministero per i beni culturali. Poi ci sono i collaboratori a progetto o a partita Iva di enti, Comuni, e quant'altro. Che, stando a stime indicative, potrebbero arrivare a decine di migliaia. 

Proprio sui precari del settore sabato 11 gennaio dalle 10.30 alle 14 ben 25 associazioni e sigle organizzano una manifestazione sotto il titolo “500 no al Mibact per la buona occupazione nei beni culturali” (il @Mi_bact è il ministero per i beni culturali e turismo). Tutto parte dal bando per 500 stagisti, poi corretto e modificato a causa delle proteste – avviate dall'Associazione nazionale archeologi - perché prevedeva compensi perfino offensivi a fronte di competenze, formazione e impegno richiesti. Una domanda resta cruciale: quanti sono i precari nel settore? È una nebulosa più difficile da inquadrare delle nebulose galattiche. 

L'Associazione Bianchi Bandinelli, una delle sigle aderenti alla manifestazione, sta cercando di monitorare il fenomeno. Dati ufficiali sembra non esistano. Secondo “dati ufficiosi – fa sapere l'ufficio stampa dell'associazione - circa 1000 persone collaborano in modo precario (si intende con contratti a progetto, Partite Iva e così via.) con il Mibact. Il panorama del settore va però ben oltre il ministero, pertanto si calcola che in totale in Italia i precari del settore siano decine di migliaia”. E meno male che l'Italia sarebbe – viene da aggiungere – il paese con una densità di patrimonio artistico senza il quale affonderebbe in pochi minuti. 

Questa mancanza di dati rende tutto più difficile, anche un coordinamento, iniziative, proposte. Per questo la Bianchi Bandinelli fa sapere di aver “elaborato un questionario che verrà messo online l'11 gennaio sulle collaborazioni con il ministero e con gli enti locali”. È una sorta di “autocensimento dei precari, ma se riuscisse sarebbe una prima conquista: la mancanza di dati certi è infatti uno dei primi problemi legati al precariato, che, non avendo un numero preciso di riferimento, non viene spesso preso in considerazione”. Lo si può definire un fenomeno di massa. Che va avanti da anni e anni e, tranne almeno l'attuale titolare Massimo Bray pur se il "bando dei 500" aveva criteri d'ingaggio assurdi, ha riscosso scarso interesse ai piani alti del dicastero. 

Di seguito, i link ai documenti della manifestazione e sui precari. 

LA MANIFESTAZIONE: LEGGI QUI

LE ADESIONI: LEGGI QUI

COSA CHIEDONO I PRECARI: LEGGI QUI

PRECARI, IL PUNTO DELLA BIANCHI BANDINELLI: LEGGI QUI

 

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