Arte: capolavori Caravaggeschi in mostra a Novara

02.06.2014 11:02

Uno dei capolavori di Caravaggio viene esposto per la prima volta a Novara. E’ l’Ecce Homo, proveniente da Palazzo Bianco a Genova, che costituisce il pezzo forte della grande mostra sui «Capolavori caravaggeschi a Novara» allestita nell’Arengo del Broletto. 

La tela, datata 1605, fu commissionata dal nobile romano Massimo Massimi e riconosciuta soltanto negli anni ’50 dal critico Roberto Longhi come opera del maestro.

 

Assieme al questo capolavoro sono esposti una ventina di dipinti di altissima qualità di artisti che si sono ispirati a Caravaggio ed hanno creato opere per committenti o comunità della diocesi novarese: da Simone Peterzano a Giuseppe Vermiglio, da Domenico Fiasella a Giovanni Baglione sino a Tanzio da Varallo.  

La mostra è a ingresso gratuito e si potrà visitare sino al 20 luglio: da martedì a venerdì dalle 9 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 19; il lunedì è giorno di chiusura. Curatori della mostra, promossa dalla Soprintendenza, dalla Diocesi e dall’Atl della Provincia di Novara, sono Anna Maria Bava e Francesco Gonzales.  

 

La mostra è dedicata a Sir Denis Mahon, grande storico dell’arte inglese: «La sua figura - ha ricordato Gonzales - è legata anche a Novara perché, quando nel 1998 venne ritrovata in Svizzera la tela del Guercino, il “San Francesco che riceve le stimmate”, rubata nel’73 dalla chiesa di Campello Monti, il vescovo chiese una perizia proprio a sir Mahon». E nel 2006 ad ammirare la tela restaurata in mostra nel Duomo di Novara, accorse anche lo studioso inglese. Aveva 95 anni: «E’ una soddisfazione enorme - disse - sapere che questo quadro è stato ritrovato e ha trovato qui la sua casa».  

 

L’influenza di Caravaggio sul territorio novarese è provocata, come racconta Gonzales, sia dal soggiorno romano di Tanzio da Varallo, dal 1600 al 1616, che dall’arrivo nella zona del Novarese, ma soprattutto del Cusio e dell’Ossola, di dipinti di autori caravaggeschi commissionati da personaggi che erano emigrati da queste zone ed avevano fatto fortuna soprattutto a Roma.  

Tra le opere più importanti che si possono ammirare figurano «San Carlo comunica gli appestati», di Tanzio da Varallo, pala che si trova nella Collegiata di Domodossola, l’«Adorazione dei pastori» di Giuseppe Vermiglio (proveniente da Brera ma sino all’età napoleonica conservata a Novara a Santa Maria delle Grazie), la «Giuditta che decapita Oloferne» di Domenico Fiasella (dei Musei civici novaresi), l’Annunciazione di Simone Peterzano, proveniente dalla chiesa di Cameri. 

 

Il catalogo della mostra è stato curato da Interlinea e si può acquistare al prezzo di 10 euro: «Questa splendida mostra - dice l’editore Roberto Cicala - è la conferma che a Novara si possono allestire grandi mostre e che possono essere realizzate con opere che sono conservate nel nostro territorio». «Nella diocesi - conferma don Carlo Scaciga - abbiamo molti altri dipinti caravaggeschi, ma si è dovuta fare una selezione, privilegiando le opere mai esposte in precedenza». La mostra, aggiunge Maria Rosa Fagnoni, presidente dell’Atl «è un’altra grande opportunità per venire a Novara e scoprire, oltre alla bellezza di questi quadri, anche il nostro territorio».

 

Fonte: lastampa.it

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