Archeologia: ritrovata una sala con affreschi dei giardini di Caligola

24.11.2015 23:34

Scoperto un ambiente di 6 metri che potrebbe appartenere agli Horti Lamiani

Quando gli speleologi del gruppo Sotterranei di Roma sono arrivati calandosi in un cunicolo che si era aperto nel terreno durante i lavori per cambiare una tubatura dell'Italgas, non credevano ai loro occhi. Come nella celebre scena del film Roma di Fellini, hanno illuminato una grande sala affrescata. E alla luce delle torce sotto via La Marmora si sono materializzati i colori dell'antica Roma.

In alto, l'imposta della volta in opus reticolatum e intorno pareti dipinte con due strati di intonaco: il primo con riquadri rossi e piccoli fregi, il secondo interamente bianco. Nelle fotografie fatte subito nella sala lunga circa 6 metri, si vede che uno degli affreschi venne distrutto in parte a colpi di scalpello per far posto a quello successivo, ma le tracce di immagini rimaste mostrano decorazioni che vanno dal rosa al celeste.

"È troppo presto per fare una valutazione, comunque va detto subito che in questa zona sono stati fatti in passato importanti ritrovamenti, tra cui bellissime statue oggi conservate alla Centrale di Montemartini ", spiega Mirella Serolorenzi, archeologa della Soprintendenza per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l'Area archeologica di Roma.

Ma la scoperta potrebbe essere molto importante e aprire un nuovo capitolo degli scavi nella zona dell'Esquilino, perché proprio nelle vicinanze l'area ha restituito già molti tesori degli Horti Lamiani, giardini riccamente arredati di statue inizialmente di proprietà del console Lucio Elio Lamia, ma poi finiti nelle mani dell'imperatore Tiberio, quindi di Caligola che ci trasferì la sua residenza e vi fu anche seppellito per breve tempo dopo la morte.

Per l'archeologia, a partire dal '500, gli Horti dell'Equilino sono stati una specie di manna. E' qui che furono ritrovati pezzi importanti come il Discobolo Lancellotti del Museo nazionale romano e le Nozze Aldobrandini ora alla Biblioteca Apostolica Vaticana. La maggior parte delle scoperte avvenne però sul finire dell'Ottocento durante i lavori per far nascere il nuovo quartiere Esquilino: gli scavi furono diretti e documentati

 da un archeologo del calibro di Rodolfo Lanciani.

Le decorazioni del complesso imperiale erano ricchissime, con splendidi affreschi con pitture da giardino, rivestimenti architettonici con intarsi di marmi colorati e decorazioni in bronzo dorato con gemme incastonate.

Ora, messo in sicurezza lo scavo, toccherà agli archeologi scendere nel tunnel dove si sono calati gli speleologi. E fare vera luce sul mistero degli affreschi dimenticati sotto via La Marmora.


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