Archeologia: Missione ad alta tecnologia nel Tempio del Sardus Pater: Laser scanner e droni

01.08.2013 18:23

 

Potrebbero trovare iscrizioni precedenti alle epigrafi finora conosciute gli archeologi ed epigrafisti dell'universita' di Sassari, guidati dal rettore Attilio Mastino, che da oggi partecipano a una missione ad alta tecnologia nel tempio del Sardus Pater ad Antas (Fluminimaggiore), nel Sulcis. Laser scanner e un drone, attivato stamane, sono gli strumenti impiegati per il rilevamento delle iscrizioni latine sul tempio fatto costruire dall'impreatore romano Caracalla nel 213 d.C. In onore del Sardus Pater, dio eponimo dei sardi e della Sardegna di origine libica. Con il drone sono state effettuate riprese del monumento che - sottolinea Mastino - "ha rappresentanto nell'antichita' preistorica, poi in quella punica e soprattutto in eta' romana, il luogo alto dov'era ricapitolata tutta la storia del popolo sardo, nelle sue chiusure e resistenze, ma anche nella sua capacita' di adattarsi e di confrontarsi con le culture mediterranee". I risultati delle indagini, svolte per conto dell'Accademia dei Lincei, saranno presentati in anteprima il 13 settembre a Stintino (Sassari), di fronte all'isola di Ercole, il dio che - con il nome di Maceride-Melqart - avrebbe generato, secondo gli studiosi, il Sardus Pater identificato dai punici con Sid, dai greci con Iolao e dai sardi con Babi. Il tempio di Antas e' dedicato al cultuo del Sardus Pater-Sid-Baby, secondo quanto emerso dagli scavi, promossi nella valla dal 1966, da Gennaro Pesce e Sabatino Moscati. Alla missione partecipano dottorandi e studenti dell'universita' di Sassari e i docenti Piero Bartoloni, Maria Grazia Melis, il disegnatore Salvatore Ganga, Alberto Gavini e Maria Bastiana Cocco.

 

Fonte: AGI www.agi.it/

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