Archeologia: il cantiere del Lapis Niger diventa multimediale

19.06.2013 20:21

RomaForoRomanoVedutaDaPalatino1La recinzione del cantiere del Lapis Niger al Foro romano diventa multimediale e svela i particolari dello scavo e del restauro. E’ il traguardo della ‘instalaciòn efìmera’, postazioni multimediali realizzate sulla recinzione del cantiere del Lapis Niger, concepite come finestre sull’area interessata dalle attività di scavo e di restauro. Il progetto è frutto di una collaborazione tra la soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Roma e la facoltà di Architettura dell’Università Politecnica di Madrid, ed è sostenuto dalla soprintendente Archeologica Mariarosaria Barbera, coordinato da Patrizia Fortini e Maddalena Scoccianti, e ha visto la partecipazione attiva degli studenti del Master Instalaciones Efìmeras diretti dalla professoressaCarmen Blasco Rodrìguez dell’Università madrilena.

Il progetto si è sviluppato in tre momenti. Una prima fase di studio, durante la quale gli studenti guidati dai docenti e dal personale tecnico e scientifico della Soprintendenza, hanno sviluppato le necessarie conoscenze storico-archeologiche alla base di ogni progettazione nel campo dei Beni Culturali. Una seconda fase di laboratorio, dove le idee hanno preso forma sotto la guida del gruppo tecnico della Società Indissoluble, impresa spagnola specializzata nelle soluzioni di design per i contenuti culturali. La terza fase, quella finale, ha permesso agli studenti di operare sul sito del Foro romano per concretizzare l’idea progettuale basata sul concetto de ‘la mirilla’ (lo spioncino), una membrana tecnologica che funge da intermediario tra il cantiere ed il visitatore.

Attivandosi alla sola presenza del visitatore che si accosta alla recinzione del Comizio e del Lapis Niger, fornisce informazioni di quattro tipi. In una prima postazione si può osservare l’area del Comizio e del Lapis Niger così com’è; nella seconda, si possono visualizzare i video in diretta delle fasi dello scavo archeologico del Comizio e – quando non sono in corso – i video in time-lapse degli scavi precedenti; in una successiva, grazie ad un sistema video a circuito chiuso, si osservano le strutture dell’area sacra solitamente chiusa al pubblico, con l’altare e il cippo con iscrizione latina del secolo VI a.C. Nella quarta postazione è possibile, infine, esaminare, in tutti i suoi particolari, l’iscrizione latina, girando virtualmente intorno alla stele riprodotta in 3D con il sistema di rilievo laser-scanner.

Fonte: http://www.tafter.it

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