Archeologia: Così i vichinghi finanziavano i Califfati islamici

21.03.2015 19:02

Un anello d’argento vichingo con la scritta “per Allah”potrebbe svelare l’esistenza di rapporti commerciali e culturali fra le popolazioni scandinave e le civilizzazioni islamiche fra il IX e il X secolo dopo Cristo. Il monile fu scoperto a fine ‘800, poi dimenticato nei magazzini di un museo svedese, ed è riaffiorato solo recentemente.
Fra la Scandinavia e i califfati islamici medievali la distanza era immensa, “ma questo anello costituisce la prima prova di interazioni dirette fra i vichinghi e le popolazioni musulmane”, ha spiegato alla stampa svedese Sebastian Warmlanderdell’Università di Stoccolma. L’anello, con un vetro ovoidale colorato tipico della gioielleria vichinga su cui è tracciata la scritta “per Allah”, è stato analizzato da un team di archeologi svedesi coadiuvato da alcuni studiosi britannici e getta una nuova luce sulla portata dei commerci dei vichinghi.
Ritrovato più di un secolo fa dove sorgeva l’antico avamposto commerciale di Birka, in Svezia, l’anello non era mai stato studiato ed era appunto quasi stato dimenticato insieme ad altri reperti in un magazzino. Sopra la scritta che solo ora è stata studiata, si trova l’incisione assai rovinata dal tempo e dall’usura di un inno ad Allah. Secondo gli studiosi, l’anello sarebbe appartenuto a una donna musulmana giunta in Scandinavia oppure, ed è più probabile, a una donna vichinga che lo aveva ottenuto grazie a uno scambio commerciale o alla ricettazione di oggetti rubati. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Scanning.

Fonte: Tafter

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