Archeologi Egiziani: "Non vogliamo alcun rapporto con le istituzioni straniere!"

16.08.2013 18:38

Gli oltre 600 morti in meno di tre giorni di scontri in Egitto hanno creato scalpore e grande preoccupazione in tutto il mondo. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha chiesto al Governo provvisorio di cessare le violenze contro i civili; più duro è stato il presidente degli USA Barack Obama che ha intimato la cancellazione della legge marziale. Anche la Comunità Europea si è attivata convocando per lunedì una riunione di emergenza per discutere sulla destituzione di Morsi e sull’attuale comportamento dell’esercito.

Tutte queste ingerenze straniere non sono piaciute agli archeologi egiziani che hanno protestato per voce del coordinatore del sindacato, Salah El-Hadi. Il comunicato ufficiale è stato diramato poche ore dopo la riunione dell’ONU e il contenuto spaventa la comunità scientifica internazionale. Gli studiosi locali, infatti, vedono queste intrusioni come una presa di posizione a favore dei Fratelli Musulmani e, a loro dire, del terrorismo. Il Sindacato degli Archeologi Egiziani chiede al Ministero delle Antichità di interrompere qualsiasi rapporto con le istituzioni straniere, soprattutto americane, negando concessioni di scavo e permessi di studio nei musei. Inoltre, è stata espressa anche la volontà di chiudere i centri di altre nazioni in Egitto, come la Chicago House a Luxor (vedi foto) e l’American Research Center in Egypt (ARCE) al Cairo.

 

Fonte: Associazionevolo.it

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