Analisi Diagnostiche svelano dettagli inediti della “Deposizione” di Caravaggio.

10.04.2013 18:46

 

 

La ‘Deposizione’ di Caravaggio nasconde una struttura iconografica più complessa di quella visibile ad occhio nudo. Questo il risultato delle ricerche scientifiche messe a punto dal Laboratorio di diagnostica per la conservazione e il restauro dei Musei Vaticani sull’opera realizzata da Merisi tra il 1602 e 1604 su commissione di Pietro Pittrice, Guardarobiere di Papa Gregorio XIII (1572-1585), per la cappella della Chiesa Nuova. Novità descritte in un articolo, a firma di Ulderico Santamaria e Fabio Morresi, apparso sull”Osservatore Romano’ di oggi.
Il dipinto, entrato a far parte delle collezioni vaticane nel 1815, è stato sottoposto ad una serie di analisi per approfondire lo studio dei materiali usati dall’artista e la costruzione della composizione iconografica. Le ricerche, basate su tecniche diagnostiche non distruttive, che non hanno richiesto prelievi di materiale dall’opera, hanno identificato alcuni elementi ‘invisibili’.
Nel dettaglio, con la fluorescenza ultravioletta indotta, è stato svelato il sapiente uso di un colorante organico, del tipo della lacca, utilizzata dall’artista per la creazione degli incarnati. Le ricerche hanno documentato, inoltre, la presenza della porta della tomba di Cristo posta all’estrema sinistra del dipinto. Questa si presenta di forma rettangolare e sull’architrave sono ben evidenti le strutture architettoniche che lo compongono. le ricerche hanno reso evidente la pianta di fico posta dietro le figure e la bellissima capigliatura del Cristo.
Fonte: AdnKronos

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